Il decennio più caldo, globale e italiano
Ven, Gen 22, 2010
Abbiamo visto in Trend decennali e il decennio appena passato gli andamenti dei trend decennali dell’ultimo secolo e osservato come l’ultimo decennio abbia visto un notevole calo del trend di aumento, però un lievssimo aumento c’e’ stato durante il decennio (tra 0,02°e 0,07°/decennio) e, visto il forte trend del decennio precedente, le anomalie degli anni ‘2000 rappresentano i massimi da quando si registrano le temperature.
Nel grafico di apertura sono riportate le anomalie medie (ogni ente secondo i propri riferimenti medi) degli ultimi decenni e quello ultimo è il più anomalo per tutti i tipi di misurazione, globale superficiale, oceani e troposfera.
Gli aumenti tra un decennio e l’altro anni 90 su anni 80, anni 2000 su anni 90 sono riportati nel seguente grafico:
Tutte le misurazioni più o meno mostrano un aumento di circa 0,16-0,17° tra anni 2000 e anni 90, eccetto che gli oceani aumentati di solo 0,12°.
ITALIA:
Vediamo come è andata sulla zona italiana, a confronto con i dati medi globali NOAA e Hadcrut3 mediati:
Molto più estese le oscillazioni sulla zona italiana rispetto al globale, molto più negativa negli anni “freddi”, molto più positiva in quelli “caldi”. +0,54° contro +0,39° globali l’anomalia dell’ultimo decennio in forte aumento rispetto agli anni ‘90.
Climaticamente però questi dati non mostrano bene gli andamenti effettivi nel tempo, se andiamo a vedere i trend decennali nella zona italiana scopriamo che le più forti fasi di aumento si sono avute negli anni ‘80:
Negli anni 80 un trendi di aumento fortissimo, +1,2°/decennio ha introdotto uno step climatico, i due decenni successivi hanno avuto trend molto lievi, addirittura di calo negli anni 90 e di lievissimo aumento quelli degli anni 2000. Questo si nota meglio osservando il dato annuale mixato con i trend decennali:
In pratica il forte step di aumento durante gli anni 80 ha portato su livelli di anomalia molto più alti in breve tempo e ancora oggi siamo sui valori raggiunti alla fine degli anni 80. Quello step di aumento si accorda piuttosto bene anche se con un lieve ritardo allo step climatico globale innescatosi nel 1976, vedi: Climate Change, il 1976
Insomma gli anni 2000 sono stati i più caldi da quando si misurano le temperature ma il GW non ha galoppato come nei decenni precedenti, ne globalmente ne in Italia, ma siamo rimastisu valori molto alti di anomalia. Vedremo il prossimo decennio appena iniziato.
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23 Gennaio 2010 alle ore 6:29 pm
Chissà se Nina, Amo, Sole, PDO, AO, ( tutti in fase neutra o negativa) riusciranno a dare quel colpo di freno al GW… SE NON AL RIBASSO.
Chi vivrà vedrà… come dice sempre il buon PATRIGNANI!!
Intanto… l’Europa, L’Asia ( in particolare Cina, Mongolia e le repubbliche russe), America… fanno i conti col vero e proprio gelo!!
29 Gennaio 2010 alle ore 12:04 am
Beh, quest’anno si tratta di un buon “gelo” non tanto per la sua intensita’, non certo eccezionale, quanto per la sua diffusione ed anche tutto sommato tenuta, nel complesso. Malgrado le previsioni considerando il Nino avessero paventato un inverno mite, come si poteva di certo temere a novembre dato il caldo… Spero solo che il nino non abbia poi il suo effetto ritardato da noi, nell’estate (da qualche parte ho letto prevista supercalda!). Giustamente, chi vivra’ vedra’. E comunue non so come vada in giro dal punto di vista precipitativo, ma qui e’ arida…!
29 Gennaio 2010 alle ore 11:04 pm
Si c’e’ il gelo ma il GW e’ forzato dal Nino e infatti la troposfera e’ molto calda e anche le superfici sono non caldissime ma sempre piuttosto anomale, specie gli oceani. Vedremo le reazioni al calo del Nino.