AO invernale, l’ENSO, la QBO e l’inverno 2009/10
Mer, Ott 21, 2009
Ho parlato spesso della Arctic Oscillation (AO) e ne conosciamo ormai bene l’importanza e il significato. Nella illustrazione di apertura una mappa emisferica di questi giorni che vede una situazione di AO negativa con anticiclone polare. In questo post affronto la AO invernale (Gennaio Febbraio Marzo, GFM) in rapporto alle sollecitazioni tropicali, l’ENSO, e alle sollecitazioni configurative generali oceaniche e stratosferiche (PDO e QBO).
Come ultimo obiettivo vedremo, se possibile, di inquadrare situazioni analoghe a quelle che stiamo vivendo per farci una “idea predittiva” sul prossimo inverno 2009/10.
Cominciamo con vedere l’andamento della AO Invernale (GFM) , quindi con se stessa alcuni mesi prima (Nota: la AO di questo ottobre sarà negativa, novembre non lo sappiamo ancora). Gli inverni sono riferiti all’anno dell’autunno precedente, cioè il 2004 vuol dire GFM 2005 per la AO invernale:
Ad occhio ci sono alcune discrete correlazioni, ma anche situazioni del tutto desincronizzate. Proviamo a vedere la correlazione per AO di Ottobre e Novembre (O-N) crescente:
Si, c’è una discreta correlazione e ad AO O-N crescente corrisponde un trend crescente della AO invernale, quindi con AO tardo autunnale negativa è più probabile avere AO invernale negativa che positiva.
AO e MEI (Multivariate ENSO Index):
Vediamo ora se e come gli eventi e le anomalie tropicali dovute ai Nino/a hanno un impatto sulla AO invernale. Ho preso la MEI di O-N:
Una apparente confusione nel grafico con alcune situazioni sincrone e altre no. Analizziamolo per MEI crescente:
Ora la cosa è più chiara e si ha una discreta correlazione tra MEI crescente e trend decrescente della AO invernale. Nel grafico ho segnato l’intervallo di MEI che “potrebbe” essere quello relativo al prossimo ottobre-novembre e risultano più frequenti situazioni di AO negativa invernale: con MEI tra +0,6 e +1,3 la AO media invernale risulta di -0,65, un primo dato di tipo predittivo.
AO e QBO (Quasi Biennial Oscillation):
I venti tropicali stratosferici sono spesso delle “spine nel fianco” del Vortice Polare e generalmente una QBO positiva “tende” a rendere zonale il VP, una negativa “dovrebbe” disturbare il VP rendendo più facili le situazioni di AO negativa. Vediamo l’andamento dal 79 al 2008 della QBO a 30, a 50 (ho preso il dato di Settembre) e della AO invernale:
Vediamo con QBO 30 crescente:
La QBO non si rivela un buon predittore, la AO invernale ha un trend neutro e anche lievemente in contro-trend rispetto alla QBO crescente, quindi non sembra avere una influenza certa. Ho segnato i valori di QBO di settembre, manca ovviamente il dato AO 2009 che vedremo. Estrapolandolo dal grafico, immaginando un valore mediato tra il precedente e il successivo, ritroviamo probabilmente un valore di AO negativo intorno ai -0,5, ma è solo un gioco.
A questo punto proviamo a vedere quali situazioni ENSO nel passato sono state vicine a quella corrente, ho eliminato tutti i dati che distano dall’attuale situazione ENSO/MEI e messo i valori della PDO di agosto-settembre:
A questo punto eliminiamo i valori troppo distanti dalla PDO attuale, fin qui la media della AO invernale risulta di -0,46:
Quindi abbiamo ora un set di anni con situazione ENSO estiva simile e PDO abbastanza simile alle attuali condizioni. La AO media risulta di -0,7.
Come ultimo esercizio proviamo a levare gli anni che forniscono situazioni QBO molto diverse da quelle dello scorso settembre:
Solamente 3 gli anni che danno una situazione abbastanza vicina a quella attuale, 1979, 1986 e 1991. La AO media invernale risulta di -0,68.
E’ solo un esercizio ma questo ci parla di parecchie probabilità che la AO dell’Inverno 2009-2010 possa risultare Negativa, e questo lo controlleremo a fine inverno. In ogni caso abbiamo studiano più in dettaglio la AO invernale e le sue correlazioni storiche, vedremo il futuro !
Aggiornamento, 21/10/09: Manca un ultima cosa ….rispetto al quadro delle annate simili a questa, che temperature medie invernali escono fuori ?
Ecco riproposto il grafico delle annate simili per ENSO e PDO, indipendentemente dalla QBO, che forniva un valore medio per la AO di -0,7, con l’aggiunta delle temperature invernali della zona italiana (base 71-00, reanalisi NOAA). Con un quadratino celeste ho evidenziato gli inverni in questione (che ricordo essere riferiti all’anno dell’autunno precedente):
Risultano inverni quasi tutti sotto media, solo due inverni sopra, e la media delle anomalie risulta di: -0,41°.
La media dei tre inverni, 79/80, 86/7 e 91/2, che sono simili anche per QBO, risultano avere una media delle anomalie di: -0,45° !
Insomma tutte le analisi sulla AO invernale e le analogie con l’attuale situazione climatica ci portano a stimare una AO negativa di circa -0,6/7 con un inverno nella zona italiana abbastanza freddo -0,4°.
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22 Ottobre 2009 alle ore 1:29 pm
Non ricordo il 1979 ma il 1986 ed il 1991 furono anni di molta neve in inverno e di temperature polari…
22 Ottobre 2009 alle ore 7:26 pm
Complimenti per la bellissima analisi!
Dei 3 esempi scelti, l’unico con AO+ (1991/92) potrebbe anche essere scartato, perché l’AO di quell’inverno fu abbondantemente influenzata dal Pinatubo.
23 Ottobre 2009 alle ore 6:24 pm
Grazie Steph, il 91 pero’ dal punto di vista ENSO, PDO e QBO e’ molto buono. Poi certo il Pinatubo ha creato scompensi che e’ difficile quantificare sulle singole zone …. ma grandissi !