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NOAA, Hadley, RSS, UAH, ultimi 30 anni

Lun, Mag 11, 2009

Global Warming, Oceani, Tutto Mtg Blog

tutti-11-05-09.JPG

I dati che riporto tutti i mesi e ovunque nei vari post  sono di diversa natura e da fonti diverse. NOAA, Hadley e ERSST emettono i dati delle anomalie superficiali, terrestri e oceaniche mentre RSS e UAH danno letture satellitari delle anomalie atmosferiche sopra le nostre teste.

Volevo approfondire i confronti tra di loro per darvi una idea generale del loro comportamento nei confronti delle variazioni di anomalia nel tempo e nel grafico di apertura riporto una foto d’insieme degli ultimi 30 anni (ERSST è il valore terre+oceani, il dato degli oceani lo riporterò da solo).

La visione d’assieme ci fornisce una prima lettura del comportamento sugli ultimi 30 anni, i numeri che vedete  sulla destra sono i trend mensili, per avere il trend decadale bisogna moltiplicare x 12 e poi x 10 il primo valore, otteniamo cosi’:

Anomalie superficie:
NOAA: +0,168°/decennio
ERSST: +0,168°/decennio
Hadley: +0,156°/decennio
Troposfera bassa:
RSS: +0,156°/decennio
UAH: +0,132°/decennio
Troposfera media:
RSS: +0,084°/decennio
UAH: +0,048°/decennio

Per gli oceani mettiamo ERSST

ersst-oceani-11-05-09.JPG

Risulta un trend di: +0, 108°/decennio.

Quindi abbiamo visto che sui tre sistemi di misurazione superficiale i valori sono molto vicini, molto vicini anche quelli della bassa troposfera mentre invece ci sono forti divergenze nella media troposfera con RSS con trend quasi doppio di UAH.
Interessante notare che le anomalie oceaniche hanno un trend a metà circa tra dati superficiali e media troposfera.

Analizziamo subito questa differenza tra UAH e RSS in media troposfera normalizzandole sulla loro media (riportate entrambe alla media comune tra le due):

mid-t-11-05-09.JPG

Appare subito evidente che il maggior trend di RSS dipende da misurazioni inferiori di RSS su UAH fino al 1995 circa, poi le misurazioni sono approssimatamente identiche.

Ma vediamo gli andamenti dei trend di ogni decade per vedere come hanno misurato i vari Enti in ogni periodo:

Dati superficiali, 79-89, 89-99, 99-09:

surf79-89-11-05-09.JPG

surf89-99-11-05-09.JPG

surf99-09-11-05-09.JPG

Allora vediamo che gli ultimi 30 anni hanno visto andamenti diversi con il primo decennio (io sono partito dal 1979 a causa delle misurazioni troposferiche partite nel 1979, ma ci viene bene per dividere in tre decenni) che ha visto un trend molto più basso della media del trentenni, un terzo circa: +0,06-7°/decennio e ERSST è quello che misura il trend superiore.

Dal 1989 al 1999 troviamo l’impennata più forte delle temperature, anche grazie al dato del Nino 98, con Hadley che misura il trend più forte con +0,288°/decennio, poco meno NOAA e ERSST.

Gli ultimi 10 anni mostrano trend ben inferiore anche se il NOAA misura +0,132°/decennio non moltissimo inferiore al dato trentennale. Gli altri due enti misurano +0,06-096°/decennio.

Da questa analisi decennale abbiamo visto che i vari enti hanno avuto misurazioni diverse e spesso in controfase tra loro (esempio NOAA inferiore a Hadley nel 2° decennio, molto superiore nel terzo), ma in generale sul trentennio i valori sono molto simili.

Vediamo il trentennio in troposfera, per decennio:

trop79-89-11-05-09.JPG

trop89-99-11-05-09.JPG

trop99-09-11-05-09.JPG

Qui, in bassa troposfera appare RSS avere trend sempre superiori nei primi due decenni e avere trend inferiore a UAH nell’ultimo decennio. Stessa cosa in media troposfera con RSS che misura trend superiori a UAH nei primi due decenni e inferiori nell’ultimo decennio. RSS ha avuto alcuni aggiustamenti negli ultimi anni e forse questo ha riportato le due misurazioni verso letture più omogenee.

E l’ultima fase di calo di cui ho parlato in recenti post ?

Eccola, trend dal 2002, tutti gli enti e misurazioni mostrano trend negativi:

tutti-02-09-11-05-09.JPG

Il meno forte è il dato superficiale NOAA con -0,084°/decennio,  in superficie il maggiore trend di calo è di Hadley con -0,204°/decennio. Per la bassa troposfera siamo tra i -0,23 e +0,28°/decennio mentre in media troposfera il calo è veramente notevole con RSS in testa con -0,444°/decennio.

Ultima nota, il calo negli oceani secondo ERSST:

oceanii-02-09-11-05-09.JPG

Siamo a -0,192°/decennio, e questo credo sia il dato più importante perchè sappiamo bene come siano le anomalie oceaniche a guidare il trend globale sia in superficie che in troposfera.

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16 Commenti per questo articolo

  1. Sergio da Roma Scrive:

    La mia impressione è che sapremo qualcosa in più sul GW dopo il prossimo nino. Lì si vedrà se effettivamente il calo avviato nel 2002 ha caratteristiche di lugo periodo e non di semplice arresto momentaneo.

  2. Alessandro Patrignani Scrive:

    No, non basta Sergio, ci vuole almeno qualche anno, diciamo 4-5 anni e piu’ che altro dovremo osservare come andra’ l’Heat Content oceanico, non tanto le temperature superficiali.

    Questo e’ motlo lungo e in inglese e riprende gli studi di Willis e Pielke, e’ una lettura molto chiara del GW e Pielke si da 3-4 anni prima di dare dei giudizi definitivi:

    http://climatesci.org/2009/05/05/have-changes-in-ocean-heat-falsified-the-global-warming-hypothesis-a-guest-weblog-by-william-dipuccio/

  3. Ottone Scrive:

    Occorre comunque precisare che si rimane comunque in territorio positivo, per quanto riguarda le anomalie trentennali, cioè che per calo s’intenda anomalia positiva in diminuzione… Non dimentichiamo però che in natura non è affatto normale che avvenga qualcosa di simile all’economia umana, dove in caso di diminuzione della crescita si parla di calo. Il vero calo equivarrebbe alla nostra “recessione”, cioè l’ingresso in territorio negativo: non semplicemente una discesa del grafico in sè… Ed ho i miei dubbi che ciò possa avvenire, anche se lo spero ardentemente. Vedremo se la diminuzione della potenza solare dello 0.02% riuscirà ad averla vinta sull’aumento della CO2 del 50%!

  4. Sergio da Roma Scrive:

    Ottone, non usiamo due pesi e due misure, non è serio. La potenza solare non è diminuita dell’0,02% ma dello 0,1% (cioè poco più di 1 watt). Questo corrisponde però a una diminuz effettiva in watt di circa 1/5 ammettendo però che ci sia solo l’effetto della TSI (e di questo dubito fortemente). La co2 è aumentata del 50% ma questo lo dovremo rapportare alla percentuale che la co2 ha nell’atmosfera ovvero lo 0.0375%. per cui il contributo reale della co2 è aumentato dello 0.015% circa. D’altra parte il sole contribuisce al riscaldam del pianeta per il 99% mentre la co2 grosso modo per il 2%

  5. Sergio da Roma Scrive:

    Sandro, lo sai bene che certe cose le so, non sono così sprovveduto. Penso che però il nino già ci potrà dire qualcosa, anche se ovviam non basterà per trarre conclusioni sulle cause del GW…

  6. Alessandro Patrignani Scrive:

    “Ottone, non usiamo due pesi e due misure, non è serio. La potenza solare non è diminuita dell’0,02% ma dello 0,1% (cioè poco più di 1 watt). Questo corrisponde però a una diminuz effettiva in watt di circa 1/5 ammettendo però che ci sia solo l’effetto della TSI (e di questo dubito fortemente). La co2 è aumentata del 50% ma questo lo dovremo rapportare alla percentuale che la co2 ha nell’atmosfera ovvero lo 0.0375%. per cui il contributo reale della co2 è aumentato dello 0.015% circa. D’altra parte il sole contribuisce al riscaldam del pianeta per il 99% mentre la co2 grosso modo per il 2%”

    La CO2 non e’ aumentata del 50%, ma di 100ppm su 280, quindi circa 1/3. E’ certamente molto in percentuale e 50ppm, 1/6, li ha fatti tutti negli ultimi 50anni.
    Il contributo al riscaldamento atmosferico, nonostante, come ricordi Sergio, la CO2 rappresenta solo un 3-4% dell’effetto serra complessivo e’ sicuramente tangibile e “stimabile” in 0,1-0,3° negli ultimi 150 anni.
    E’ sul rimanete 0,9-0,7° che verte la questione scientifica, oltre che sulla quota parte umana all’aumento della CO2.

  7. Sergio Scrive:

    Il 50% è riferito alla quantità preindustriale. Se raddoppia è il 100%. Se aumenta della metà della quantità iniziale cioè il 50% (un pò meno in realtà, da 280 a 390 ca.) è circa un terzo rispetto al totale finale. Bisogna sottolineare il fatto che l’effetto è logaritmico (la banda di assorbim della co2 tende a saturarsi rapidamente), per cui è massimo a bassissime conc e diventa minimo all’aumentare della conc.

  8. Ottone Scrive:

    Vuoi dire dunque che la quota d’effetto serra prodotto dalla CO2 non è direttamente proporzionale alla sua concentrazione? Interessante, ma ritengo che malgrado tutto ci troviamo ancora in una situazione di bassa concentrazione, ben lontani da livelli di saturazione… Devi considerare le proporzioni quantitative relative fra i vari gas che compongono l’atmosfera, poi vedi che comunque la CO2 è uno dei gas a più bassa concentrazione. Cosicchè chi può sapere quando la curva dell’aumento termico relativo all’andamento della CO2 andrà appiattendosi? Ma certamente se è vero quel che dici, occorrerebbe tenerne conto nei modelli evolutivi del clima. Se però non l’hanno fatto significa che siamo appunto ben lontani dalle condizioni di saturazione che paventi

  9. Sergio Scrive:

    No, la co2 è già a concentrazione prossima alla saturazione, questo è uno dei motivi che mi fanno essere scettico sui suoi effetti catastrofici. In sostanza proprio per questo motivo immaginando un raddoppio, l’effetto dovrebbe essere in tutto da mezzo grado a 1 grado rispetto alle condizioni preindustriali (una volta raggiunto l’equilibrio). L’incertezza dipende dai modelli fisici perchè anche su questo non cè accordo! Per cui ora la T, immaginando un raddoppio della co2, dovrebbe aumentare ancora di non più di 0,2-0,4 gradi. Per questo è importante capire i feedback. Fino ad oggi non sembra che abbiano agito feedback positivi, ma anzi sembra che abbiano prevalso quelli negativi. Bisogna sempre però considerare il fatto che il clima è un meccanismo complesso dovuto a tanti fattori interagenti, e che i fattori naturali intervengono e complicano il quadro, sicchè diventa difficile estrapolare l’effetto della co2 dal quadro complessivo. Però per il monmento direi che quantomeno non si possono dedurre feedback positivi dal comportam dell’atmosfera registrato finora.

  10. Ottone Scrive:

    La diminuzione delle coperture nevose e glaciali non li chiami feedback positivi? E l’aumento dell’umidità assoluta nei bassi strati, nemmeno? E la contrazione dei permafrost siberiani, con conseguente liberazione in atmosfera di metano come lo chiami? Dunque le cose NON le vuoi vedere, lascia stare i dati qui sviscerati e comparati in lungo ed in largo e guarda cosa invece succede nel mondo, altro che festa del ghiaccio sul Tamigi… Peraltro i cambiamenti climatici sono già assodati e materializzati nella modificazione in atto della flora e fauna, in generale spostamento di latitudine e quota verso l’alto. Ma certo, se ti occupi solo di grafici e numeri, allora è probabile che ti sfugga qualcosa!

  11. Sergio da Roma Scrive:

    Ma nessuno sta negando l’aumento cospicuo di temperatura che cè stato da un secolo a questa parte! Solo che le variazioni climatiche sulla terra sono un continuo saliscendi su scala plurisecolare quindi è importante per noi capire PERCHE’ oggi fa così caldo. I feedback positivi di cui tu parli fanno parte del normale ciclo naturale di raffreddam e riscaldam. E’ chiaro che se aumenta la T avverrà un certo numero di cose, e altrettanto se si raffredda. Proprio per questo le variazioni avenute fino adesso potrebbero non essere necessariamente ascrivibili alla co2! Ci sono degli ovvi feedback positivi che stanno operando (ma solo nell’artico che è l’anello sensibile della catena), anche perchè sennò la T globale sarebbe già piombata giù. Detto questo non dico che non ci dobbiamo preoccupare, ma che non dobbiamo vedere la cosa in modo esasperato perchè non è l’unico problema ad affliggere la terra. Per esempio costruire nuove centrali nucleari la vedo come la classica risposta d’impulso (e non so quanto in buona fede) in cui il rimedio è ben maggiore del danno.

  12. Sergio da Roma Scrive:

    …in cui il rimedio è peggiore del male volevo dire! :-)

  13. Ottone Scrive:

    Concordo certamente. Solo perchè non siamo ancora riusciti a sfruttare (non s’è investito)adeguatamente l’energia solare, sia nella sua forma diretta che indiretta. Infatti i pannelli fotovoltaici non superano un efficienza del 18%, quando và bene. é anche vero che le centrali solari (che troverebbero collocazione ideale nei deserti, ma di fatto non esistono) non usano i pannelli che ben conosciamo, ma gli specchi e la concentrazione della radiazione; mentre gli ambientalisti sono spesso contrari ai parchi eolici perchè “brutti” (sic! perchè, le centrali a carbone sono belle…?). Al di là di ogni considerazione, ritengo che azioni che portino alla riduzione delle emissioni di gas serra sia quantomeno un atteggiamento prudenziale rispetto all’entità sia pur teorica del contributo umano al riscaldamento globale e/o ai cambiamenti climatici in genere. Certo che se ad un inquinamento atmosferico quasi naturale si sostituisse uno radiattivo, la cosa sarebbe demenziale e spero non prenda mai piede su scala globale, come paventato da diverse voci

  14. Ottone Scrive:

    …I feedback positivi di cui tu parli fanno parte del normale ciclo naturale di raffreddam e riscaldam. E’ chiaro che se aumenta la T avverrà un certo numero di cose…
    Sergio, la differenza fra normali conseguenze e feedback positivi è che questi ultimi sono risposte non neutre ma che invece concorrono a loro volta ad un quid di GH. Sono dunque risposte pericolose perchè potenziano gli effetti delle loro stesse cause scatenanti. Devi pur tenere conto di quest’importante differenza!

  15. gabriele Scrive:

    ci fosse uno che relaziona l attivita del minimo solare e il GW ,ma tutti caldofili verranno fortemente smentiti le cause antropiche centrano ben poco poiche il sole la nostra fonte primaria e le temperature oceaniche che regolano il clima dipendono esclusivamente dall sistema terra sole diversamente il sistema terra terra da solo non potrebbe aumentare in modo considerevole le temperature globali,basta che andate a relazionare l andamento degli ultimi 30 anni e l iper attivita solare,certo che poi a livello climatico le temperature verrebbero enfatizzate in determinate aree,ma se non e stato ancora del tutto scientificamente spiegato e ben chiaro che senza energia solare noi manco esisteremmo..

  16. Alessandro Patrignani Scrive:

    Gabriele, ho parlato delle relazioni tra Sole e temperature globali: http://globalwarming.blog.meteogiornale.it/2009/04/20/macchie-solari-e-gw/

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  1. Bassa e Media troposfera: UAH | Global Warming, monitoraggio Clima Says:

    […] le differenze di comportamento tra i due emisferi, integrando in parte quanto detto in  http://globalwarming.blog.meteogiornale.it/2009/05/11/noaa-hadley-rss-uah-ultimi-30-anni/ e in […]

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