GW ad Ottobre 2008
Mar, Nov 11, 2008
Non abbiamo ancora i dati ufficiali del NOAA e di Hadley Center ma possiamo gia tirare alcune somme generali con i dati di reanalisi del NOAA e i dati della NASA-GISS. Inoltre sono usciti da pochi giorni anche i dati satellitari.
Dalla distribuzione delle anomalie che ci fornisce ESRL-NOAA nel grafico di apertura appare evidente che le terre del nord emisfero (NH) hanno avuto forti anomalie e ancora più forti nella zona artica. Il sud emisfero invece appare vicino ai vali delle medie di riferimento (68-96 in questo caso).
Infatti dai dati che sono usciti fin ora appare un aumento forte di anomalia nel NH (record sulle terre emerse secondo la NASA) e una diminuzione nel SH con un GW medio tra l’aumento debole e l’aumento forte. Nel grafico qui appresso si nota la differenza tra il dato NASA-GISS e il dato di reanalisi:
Probabilmente il dato NASA è viziato da alcuni errori che rendono gonfiati i dati di anomalia nella zona siberiana, infatti per molte stazioni è stata valutata la temperatura di settembre invece che quella di ottobre che normalmente e’ dai 10 ai 20° in meno, ma certamente il NH ha vissuto un notevole incremento di anomalia che per il NOAA risulta essere di +0,91° rispetto ai +0,66° di settembre. Su Climateaudit c’e’ la segnalazione dell’errore NASA. (13-11-2008 Aggiornamento, vedi Note finali)
Probabilmente il dato finale “reale” (purtroppo i dati hanno sempre lacune o errori) mostrerà ch ottobre globalmente ha avuto un lieve aumento di anomalia rispetto a settembre con forte aumento nel NH e forte diminuzione in quello sud.
Nella troposfera invece sono prevalsi lievi cali sia nella bassa che nella media troposfera e l’unico aumento è visto proprio nella bassa troposfera del NH. Ho aggiornato i dati di troposfera e stratosfera forniti da RSS su GW-Live.
Sull’artico le solite forti anomalie della fase di righiacciamento dovute alle forti regressioni estive degli ultimi anni, questo ottobre non è stato da meno attestandosi sull’anomalia media degli anni 2000 (2000-2008), ben sotto all’anomalia dell’ottobre 2007 ma comunque ben +4° rispetto alla norma (68-96) nell’area compresa tra il 70° e 90° parallelo, la zona artica marittima !
Per finire due parole sulla zona italiana, di cui trovate tutti i grafici in GW-Live: il mese è risultato abbastanza caldo e lievemente sopra la media di anomalie degli anni 2000 e poco piovoso. Hanno prevalso correnti meridionali per frequenti approfondimenti barici sulla zona spagnola.
Novembre è cominciato sulla falsa riga di ottobre con forti anomalie nel NH e SH abbastanza fresco, una debole Nina si affaccia alla finestra e probabilmente porterà un certo calo generale nei prossimi mesi.
13-11-2008 Aggiornamento:
Il GISS-NASA ha rivisto i suoi dati portando il dato di GW da +0,78° a +0,58° ma sono in corso analisi e quindi il dato potrebbe essere provvisorio.
Aggiornamento del 14-11-2008
Il dato NASA rivisto a +0,55° invece che i +0,58° del precedente aggiornamento. Il grafico non e’ aggiornato.
Aggiornamento del 19-11-2008
Uscito il dato NOAA come molti sapranno, +0,63° in forte aumento rispetto a ottobre, 2° ottobre + caldo della serie.
Aggiorno a questo punto il grafico con tutte le emissioni di Reanalisi, NOAA, Hadley e GISS.
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12 Novembre 2008 alle ore 6:27 pm
Le elevate temperature dell’emisfero nord lasciano un pò perplessi e preoccupati perchè vari indici tra cui l’indice MEI, dovrebbero tenere la T dell’emisfero nord un pò più in basso. E’ vero che ad ottobre cè stato un ritardo nel righiacciamento dell’artico ma ormai siamo a novembre e le anomalie del NH continuano indisturbate. Se si analizza i dati satellitari la situazione è molto più “rosea” e rientra tranquillamente nella normale ripresa post nina e post righiacciamento (peraltro sostituita per alcuni mesi da un “quasi” nino) e (aggiungo, secondo il mio opinabile parere) con valori di T un pò inferiori a causa del prolungato minimo solare. Una nuova nina in teoria dovrebbe portare una svolta ma solo pochi modelli prevedono una nina decisa. Comunque dai vari modelli di multiregressione che ho fatto (che hanno il valore che hanno :-)) che considerano i GHG come uno dei fattori e nemmeno il più importante, la temperatura globale potrebbe risalire dopo il 2009 e portarsi forse a valori record per il 2012 dopodichè dopo il 2015-2020 ci dovrebbe essere un vero e proprio global cooling, la cui entità dipenderà soprattutto da come si considerano i lags e l’inerzia termica degli oceani.
12 Novembre 2008 alle ore 11:58 pm
La mia preoccupazione viene dal fatto che a fronte di un minimo solare duraturo la risposta termica globale si stia rivelando nulla o al massimo di fumosa lettura. Alla ripresa di attività solare maggiore sarà lecito attendersi quindi una nuova impennata della curva di crescita delle temperature globali… sigh. A meno di qualche imprevisto tipo eruzioni vulcaniche
13 Novembre 2008 alle ore 7:41 am
Sergio e Ottone, risulta anche a me che nei prossimi 2 anni potrebbe esserci un certo aumento globale dovuto alla ripresa della attivita’ solare ma certamente non ci giurerei perche’ sembra entrata abbastanza fortemente la fase PDO negativa e quindi cio’ potrebbe anche non avvenire.
Non c’e’ da meravigliarsi di anomalie molto oscillanti nel NH, specie sulle terre, in settembre ma + in ottobre e novembre le anomalie artiche di righiacciamento si fanno sentire e pesano sul dato globale ma poi il dato dipendera’ dall’innevamento e l’albedo delle terre del nord e le oscillazioni potranno essere anche molto rilevanti.
13 Novembre 2008 alle ore 3:29 pm
Ormai l’albedo non pesa più così tanto, vista l’”opacità” dell’atmosfera (come contenuto in gas serra) al rilascio verso lo spazio aperto di onde lunghe I.R., sicchè da anni ormai non si assiste più alla formazione di un qualsivoglia, robusto anticiclone termico, specialmente russo. Robusto da dargli quella durevolezza e se vogliamo anche invadenza che consenta un apprezzabile raffreddamento delle terre interessate. Invece qualsiasi abbozzo di anticiclone di tal tipo sulla Russia europea viene sempre facilmente sopraffatto dalle miti correnti occidentali! Tale fenomeno a mio avviso è una delle principali chiavi di lettura dei motivi del riscaldamento tendenziale dell’emisfero nord.
13 Novembre 2008 alle ore 4:19 pm
L’Asia, Ottone, ha un problema di aerosol carbonioso (da non confondere con i gas serra, quelli opacizzano ben poco l’altmosfera) che produce invece di un raffreddamento x opacita’ un riscaldamento.
Come invece riscaldamento avviene in Europa per la forte assenza di aerosol, nonostante i GHG.
Lo scorso gennaio la t. delle terre del NH crollo’ di 1° in un mese a causa del forte anticiclone russo e il record di innevamento nel NH degli ultimi 50 anni.
Quindi non diamo per scontato niente.
13 Novembre 2008 alle ore 6:08 pm
Certo, è del tutto prematuro dire che l’anticiclone russo sia scomparso per sempre. Sicuramente un minor raffreddam nei bassi strati potrebbe in parte impedirlo, però grazie al cielo le temperature invernali in siberia sono pur sempre freddine! Poi credo che con una AMO troppo positiva le miti correnti oceaniche riescono a far penetrare l’aria mite verso nordest per cui l’anticilone russo tende ad essere “basso” in sede euroasiatica e questo potrebbe aver reso più difficili le retrogressioni fredde continentali sull’italia negli ultimi tempi. Questa almeno potrebbe essere una delle ragioni. Quanto poi all’albedo, è e sarà sempre la prima causa di forcing nel bilancio termico globale, e un pò di opacità nello in una ristretta zona dello spettro infrarosso fa un baffo alle variazioni di nuvole, innevamento, aerosol e quant’altro.
18 Novembre 2008 alle ore 12:58 am
Che volete, spero tanto abbiate ragione voi… Però Alessandro vedo una contraddizione quando dici che in Asia il troppo areosol ha provocato un riscaldamento, mentre il troppo poco in Europa ha fatto..lo stesso effetto! Comunque l’opacità a cui mi riferivo (non per nulla l’ho virgolettata) era figurata, nel senso di trasparenza dell’atmosfera verso il rilascio nello spazio di onde lunghe I.R., alterata in senso paggiorativo da una sempre maggiore concentrazione di gas serra. Questi gas non impediscono in alcun modo i raggi diretti solari, in tutte le lunghezze d’onda mentre sono poco trasparenti, od opachi in senso figurato (perchè sia loro che l’infrarosso sono invisibili) all’infrarosso a lunghezza maggiore, quello emesso dalle terre emerse durante la notte.
18 Novembre 2008 alle ore 12:54 pm
La contraddizione è “apparente” perchè il tipo di aerosol è molto importante per gli effetti climatici al suolo. In europa fino a una ventina di anni fa abbondavano gli aerosol solforici che sono quelli che hanno un effetto netto negativo più forte di altri. Questi aerosol poi, agiscono più facilmente da nuclei di condensazione per la formaz di nuvole grazie all’acido solforico che è fortemente igroscopico. Questo è l’effetto cosiddetto indiretto degli aerosol che ha forse il peso maggiore nel bilancio radiativo. I black carbon invece prevalgono in Asia ed essendo più “scuri” intrappolano il calore nei bassi strati della troposfera e hanno un minore effetto sulla formazione delle nuvole. Considera poi quello che succede quando questi schermano superfici fortem riflettenti come quelle innevate, cosa che succede per buona parte dell’anno in vaste aree della siberia e asia centrale.
18 Novembre 2008 alle ore 2:49 pm
Il ragionamento fila ma resta il fatto che fino a vent’anni fà l’anticiclone russo durante il semestre freddo era una figura davvero tipica e quasi inamovibile, lo ricordo bene ai tempi di Bernacca e Baroni. E le perturbazioni atlantiche? Numerose confronto ad adesso, al punto che veniva loro attribuita una numerazione mensile (tipo “la numero 5 di novembre”…!). Guarda oggi: anticiclone russo (intendo dire su Russia europea): raro, debole od assente il più delle volte. Oppure dinamico, non termico. Perturbazioni: e chi le numera più? Tanto per poche che sono è difficile confonderle fra loro. Sbaglio? E certamente non può essere chiamato in causa l’aerosol solforico del passato, il quale favorendo come tu dici la nuvolosità, certo non favorisce gli anticicloni termici, prodotti invece da cieli limpidi e sereni che favoriscano il forte raffreddamento radiante del suolo, diversamente da qualsivoglia copertura nuvolosa.
18 Novembre 2008 alle ore 4:02 pm
In realtà spesso ci riferiamo agli ultimi 4-5 anni come se fossero 20 o comunque un periodo climatico di lunghezza rilevante. Sulla carenza di perturbazioni atlantiche è presto per dire che la cosa sia frutto di cambiam climatici “irreversibili” tipo gas serra, se è questo che ti preoccupa. Penso che riferirsi al tempo dell’amato Bernacca (del quale non mi perdevo neppure una delle sue trasmissioni!) sia un pò fuorviante perchè quello è stato un periodo particolarmente ricco di perturbazioni atlantiche, frutto anche della AMO allora fortemente negativa. Come ho già espresso più volte in questo sito di meteorologia, la mia personale opinione è che le forzanti naturali contribuiscano tuttora in massima parte ai pattern climatici prevalenti. Non ti nascondo che anch’io ho qualche apprensione per l’assenza quasi patologica di un bell’anticilone russo termico stabile, come ce n’erano (ma non sempre!) in passato. D’altra parte non dimentichamoci il periodo gelido avutosi nell’europa orientale appena nel 2006 scorso, o il freddo gelido asiatico del gennaio scorso. Se in Europa occidentale non ci sono state incursioni gelide di rilievo da oriente credo che sia stato solo frutto di una serie di forzanti (soprattutto quelle oceaniche) che hanno agito negativam sulla configurazione favorevole (vedi PCAI in questo sito).Quanto agli aerosol solforici, non so l’effetto che questi potrebbero avere sull’anticiclone russo, anche perchè questi si concentravano soprattutto in europa, dunque chissà se invece un maggior sviluppo di depressioni in sede europea non possano aver agito da “attrattore” per l’aria gelida russa.
19 Novembre 2008 alle ore 1:45 am
Beh sì, l’ottimo inverno 2005-2006 lo ricordo bene, più per la neve che per il freddo in sè, niente affatto eccezionale. Ma tutto quel ben di Dio arrivò dal nord Atlantico, mentre dalla Russia nulla che fosse durato più di un giorno o due. E tali incursioni furono pagate care dalla banchisa attorno alle isole Svalbard che in pieno inverno si ritirò addirittura per i record di caldo! Ricordi? Ormai di freddo ce n’è pochetto in giro in termini di vastità di aree, perchè, ripeto, gli anticicloni termici languono laddove dovrebbero essere la dominante normalità. Ed il motivo di ciò risiede secondo me nella genesi stessa di tali figure, proprie (almeno in inverno) delle terre emerse con capacità di forte raffreddamento. Ma se questo viene in qualche modo ostacolato ecco che….
19 Novembre 2008 alle ore 11:26 am
Ti ripeto che anche per la russia e i paesi dell’est il 2006 fu un “ottimo inverno” o meglio pessimo dal loro punto di vista. Ricordi i tagli all’erogazione di gas all’Europa occidentale e all’Italia? Da noi ci fu un ondata di freddo storico mancata, più per le temperature elevate dell’atlantico settentrionale che per cause legate all’effetto serra. Piuttosto bisognerebbe andare a vedere quello che succede in stratosfera. Stratosfera troppo fredda e atlantico caldo potrebbero essere 2 pessimi ingredienti per lo sviluppo stabile di anticicloni termici in area euroasiatica. L’atlantico caldo facilita lo sviluppo di scambi meridiani mentre inibisce il raffreddam in russia per via dei possenti scambi termici che periodicamente vanno a interessare l’area russa con discese fredde ma soprattutto con risalite calde (come potrebbe avvenire tra qualche giorno). Inoltre il differenziale termico tra terre fredde e oceano caldo in inverno genera ciclogenesi più forti che sempre vanno ad interferire con il prerequisito di calma atmosferica nelle zone di terra. La stratosfera fredda poi è la ciliegina sulla torta. Vortice polare più forte, depressioni polari più forti con tutto ciò che ne consegue. Bisognerebbe capire se la stratosfera è fredda per cause antropiche o meno. A riguardo ci sono 4 ingredienti fondamentali CFC, gas serra, attività solare e eruzioni vulcaniche: se uno analizza i dati, così di primo impatto sembra che gli ultimi 2 fattori siano i più importanti, sebbene ci possa essere un residuo trend discendente. Dunque non disperare. bisogna solo aspettare qualche anno, o al massimo qualche decennio!!! Ti do appuntamento alla prossima fiera del gelo sul tamigi a Londra: se vinco la scommessa mi offrirai un bella cioccolata calda
19 Novembre 2008 alle ore 2:08 pm
Sull’Inverno 2005-2006 bisogna andarsi a fare delle reanalisi sull’inverno in Asia. Ci fu un clamoroso anticiclone che porto’ freddo molto intenso ed esteso a tutto il continente medio-sud asiatico fino al medio oriente, e mediterraneo orientale. Anche l’Orso del 2007-2008 e’ stato eccezionale con freddo sud-asiatico veramente notevole e calo del GW fino a livelli Climo.
P.S. Ho aggiornato il grafico con i dati NOAA.
19 Novembre 2008 alle ore 3:51 pm
Esatto Sandro, è quello che cercavo di dire a Ottone. Quello che è mancato però è stato un quadro configurativo propizio per l’europa occidentale e il mediterraneo.
19 Novembre 2008 alle ore 4:11 pm
Una precisazione: quando ho parlato di area euroasiatica ho detto una inesattezza. Volevo riferirmi ad area europea, che è ben diverso. In un periodo di GW e AMO positiva l’anello debole per la formazione stabile di un anticiclone termico è la zona prossima alle influenze atlantiche oceaniche, che può arrivare a comprendere anche la russia europea. Questo non significa che lì non ci siano più stati momenti di gran gelo, ma che rispetto al passato questi sono stati di durata più limitata. Il corollario è che l’orso si è solo assopito, e che presto o tardi tornerà a far sentire il suo ruggito sull’Italia!
20 Novembre 2008 alle ore 11:07 am
Io sono il primo a sperare che voi, amanti di freddo e neve come il sottoscritto (se non ho preso un granchio, ma istintivamente credo di azzeccarci), abbiate ragione e di cioccolate ne offrirò due se andrà così come dite…! Purtroppo tale fiducia talvolta ostacola il contatto con la dura realtà e le letture vengono un poco distorte per suffragare la speranza. E’ uno dei motivi per i quali di solito le ondate di freddo, le perturbazioni, le nevicate (a parte forse tornado e uragani) poi si rivelano quasi sempre meno intense di quanto prefigurato, se non un buco nell’acqua! Fateci caso… c’è poi la componente GW in crescita che produce nuovi effetti i quali stanno facendo leggermente confondere i modelli matematici, il più delle volte pessimisti rispetto alla realtà successiva
21 Novembre 2008 alle ore 11:30 am
Infatti non è questione di suffragare la speranza. Sono gli stessi modelli matematici che il più delle volte ultimamente tendono a sovrastimare l’entità delle incursioni fredde. D’altra parte il GW è considerato dai modelli matematici perchè nel GW rientrano parametri fisici che sono l’input su cui si basano i modelli stessi. Pe questo penso che la realtà fisica è più complessa e sottile di quella proposta dai modelli perchè mancano degli elementi sconosciuti ai modelli odierni (per esempio lo stato elettrico e di ionizzazione dell’atmosfera, per non parlare delle componenti come gli aerosol!). L’unico aggancio con la teoria del GW e in ultima analisi dei GHG potrebbe essere la stratosfera, dal momento che i GHG e i CFC potrebbero averla raffreddata. Questo perchè (mi corregga la redazione se sbaglio) la stratosfera non è considerata dai modelli, almeno oltre una certa quota. E’ ormai assodato d’altra parte che la stratosfera è un ingrediente fondamentale per le variazioni configurative a medio-lungo raggio, specie in inverno. Quindi che dire? la prognosi purtroppo non è sciolta e l’atmosfera rimane un malato sotto osservazione!
21 Novembre 2008 alle ore 1:36 pm
Scusa, ma credo sia proprio questo il punto. I modelli matematici si basano su statistiche trentennali, ecco perchè oggi sovrastimano piogge e freddo: la statistica basata su un periodo piuttosto lungo a fronte di cambiamenti che reputo piuttosto repentini, non riesce a dare ancora il giusto peso alle variazioni climatiche avvenute negli ultimi 7 - 8 anni! La stratosfera più fredda potrebbe essere un effetto della schermatura di gas serra “dal basso”, appunto. Io però attribuisco parte delle variazioni climatiche verso il caldo ed il secco anche ad altri fattori x es.: galoppante copertura cementizia di vasti siti microclimatici (tipo pianura padana) e nuvolosità alte e sottili sempre più frequenti indotte dal traffico aereo che ormai non risparmia più alcun settore del globo. In particolare tali tipi di nuvole sono incapaci di dare alcun tipo di precipitazione, mentre la loro capacità schermante è maggiore verso gli infrarossi in uscita che quelli in arrivo, quindi danno un loro contributo riscaldante che è stato anche misurato subito dopo l’11 settembre 2001…
21 Novembre 2008 alle ore 8:56 pm
No, i modelli matematici non sono modelli statistici, è ben diverso. Si basano sulla fisica. E comunque la copertura delle nubi alte è diminuita in questi ultimi 30 anni. Secondo me sopravvaluti (come la maggior parte dell’opinione pubblica) il fattore antropico e, permettimi di dirtelo, ti fai troppo prendere dalle suggestioni! Se fosse come dici tu sarebbe possibile fare previsioni con il fattore antropico come elemento dominante, visto che lo reputi così soverchiante, ma nessuno è mai riuscito con questi elementi a fare previsioni attendibili, ne a lungo termine ne a breve termine.
23 Novembre 2008 alle ore 6:50 pm
Molto opinabile che tale nuvolosità sia diminuita, come fai a dire ciò, guarda quante volte il cielo è striato o velato da sole nuvole artificiali (contrails).Le nebbie sono invece certamente diminuite, almeno da noi, sia come estensione che numero di giornate/anno. Mentre se è vero che i modelli matematici si basano sulla fisica e se la matematica non è un’opinione, allora perchè i vari modelli solo molte volte discordi tra loro? Mi sa invece che mettono eccome nel computo della previsione le statistiche trentennali, chiedi pure ai colleghi. E il cambiamento repentino, antropico o no, viene così sottostimato e la previsione sempre esagerata in senso pessimistico
25 Novembre 2008 alle ore 12:21 am
interessante la discussione però per me sbagliate tutti:
primo: il clima cambia da sempre da MOLTO PRIMA che arrivasse l’uomo…
secondo: chi l’ha detto che quella ai tempi di Bernacca fosse normalità climatica?
terzo: quando fa un po’ meno freddo ne guadagniamo tutti pensate solo alle minori emissioni degli impianti di riscaldamento …ed hai loro costi!! …..
quarto: non è una gara tra chi tifa per il freddo o il caldo…tanto il tempo fa quello che vuole…lo stesso
C.
25 Novembre 2008 alle ore 12:33 pm
L’uomo è stato sempre malato di antropocentrismo. Prima era l’uomo buono che sottometteva la natura matrigna, adesso è l’uomo malvagio che distrugge la natura fragile e indifesa. In ambito climatico se ti basi solo sui tuoi sentori, puoi vedere un mondo che sta diventando una fornace oppure un mondo che si avvia inesorabilmente verso una nuova era glaciale a seconda di come più ti piace. Fino al 2000, anch’io la vedevo come te, poi con internet mi sono documentato, e col tempo ho capito che non è affatto chiaro il futuro climatico del nostro pianeta e men che meno della nostra Italia. Detto questo, è vero quello che dici sulle statistiche climatiche perchè in effetti sul lungo termine i modelli si basano maggiormente su quello, e infatti i run generalmente tendono ad appiattirsi sulla media. Ciò non significa che questa sia la prova che il contributo antropico stia alterando il clima. Prima bisogna andarsi a studiare tutte le possibili ciclicità naturali, poi si potrà dire se l’effetto antropico è così determinante. E questo ti posso assicurare che non è stato fatto quasi mai con completezza da chi si dovrebbe occupare di clima e di proiezioni climatiche!!! Fino a poco fa, il GW antropico era messo come dato di fatto, in modo del tutto aprioristico, poi fatto ciò si studiava il possibile “rumore” delle variazioni naturali. Adesso c’è un pò più di attenzione, ma si osserva sempre una certa “svogliatezza”, al massimo si riporta l’attività vulcanica e il forcing solare (che generalmente si cerca di sottostimare quanto più possibile) tralasciando per esempio i fattori oceanici. I modelli di previsione meteorologica si basano su calcoli matematici però, semplicemente vengono “corretti” quando devono guardare molto in là nel tempo. I modelli pur basandosi su leggi ferree, sbagliano come ti ho accennato in un precedente post, perchè non hanno in sè tutte le informazioni necessarie, in altri termini non sono perfettamente note le condizioni iniziali. Questo non è solo un problema di griglia o di risoluzione, ma anche un problema legato alla mancanza di alcuni tipi di variabili che non sono computate dai modelli stessi.
Sui tipi di nubi ti posso dare un link dove trovi gli andamenti degli ulimi 25 anni nei vari strati (te lo rimando con un nuovo post)
25 Novembre 2008 alle ore 12:40 pm
Non so come si inserisce il link comunque puoi digitare su google
isccp
CLOUD ANALYSIS - PART 1: Climatology of Global Cloud and Surface Properties
26 Novembre 2008 alle ore 11:22 pm
Guarda, i mutamenti non sono affatto un’opinione, basta guardare un indicatore fondamentale: la riduzione costante dei volumi e delle estensioni glaciali (tutti i ghiacciai dell’emisfero nord), in costante riduzione dopo la “pausa di riflessione” degli anni ‘70, ma iniziata dopo la prima guerra mondiale (Ad essere precisi, iniziata pure prima, ma in modo blando e poi seguita da una nuova avanzata glaciale proprio durante il periodo bellico). Parlano le foto comparative e le misurazioni glaciologiche, non io, e su questo sono informatissimo. Purtroppo i meteofili ben di rado vanno ad esaminare questo tipo di dati di fatto e le loro variazioni nel tempo.
Pure le contrails non sono una mia opinione, ma con un semplicissimo ragionamento è chiaro che se l’aereo non passa, tale nube non c’è, e la somma di tutte le nubi artificialmente indotte hanno un loro effetto, non puoi negarlo. Dopodichè puoi continuare a chiudere gli occhi, sognare scenari tipo PEG e ripeterti che la presenza umana può nulla confronto agli elementi naturali… non è così, purtroppo. Io non dico che l’uomo determina il clima, ma che certamente oggi riesce ormai a portare un proprio contributo che la gran parte dei ricercatori ritiene essere caldo; ci sono arrivati non come tu dici in modo aprioristico, ma osservando una corrispondenza piuttosto precisa tra aumento della concentrazione di CO2 (dovuta al proliferare del consumo di combustibili fossili contemporaneamente allo sviluppo delle attività industriali) e rilevazioni dirette o tramite indicatori di aumento della temperatura media globale, tra cui l’estensione dei ghiacci è l’indicatore principe: lo condivido come 1+1=2. Peraltro il mistero del perchè nell’emisfero meridionale il GW è molto meno pregnante o quasi nullo rispetto al nord si chiarisce ben presto se si pensa che la maggior parte della popolazione mondiale e soprattutto delle attività industriali avvengono nell’emisfero nord e che gli alisei ostacolano gli scambi gassosi fra i due emisferi.
Pensare che con comportamenti poco virtuosi in termini di produzione energetica e di razionalità nei trasporti si possa arrivare a rovinare il clima è anche un fatto di coscienza e responsabilità, non si può affidarsi unicamente alle capacità di recupero naturali sui danni che l’uomo è in grado di apportare alla natura, dove il clima è parte di essa. E, come ha ricordato Al Gore ed il CNR, la nostra atmosfera è sottilissima, essendo i suoi 10.000 metri equiparabili ad una mano di vernice su un pallone da calcio. Per questo l’influenza delle attività umane al suo interno può essere rilevante, non per altro caro Sergio. L’antropocentrismo c’entra ben poco!
27 Novembre 2008 alle ore 12:16 am
scusatemi tanto ma trattate il GW come una disgrazia… per me invece è una benedizione!
il fatto che faccia + caldo ci ha fato risparmiare diversi soldini in questi ultimi 10 inverni, oltretutto bruciare meno per il riscaldamento da meno co2 e inquinamento in generale
fate le somme dei benefici del caldo e del freddo e poi mi darete ragione! il clima cambia? e ben venga
meditate gente….
C.
27 Novembre 2008 alle ore 11:06 am
Caro Ottone, io sono il primo a denunciare lo scempio che si fa oggi delle risorse naturali, e penso che incentrare tutto sul global warming sia un errore, perchè ci sono 1000 altre urgenze ambientali che vanno tutte parimenti fronteggiate. L’unico modo per fronteggiarle è iniziare ad abbandonare il mito della crescita (anche questo legato all’antropocentrismo). E’ più importante la qualità e l’utilità dei beni che non la quantità. Ne ho già parlato più volte in questo sito. Questa è solo una delle prime crisi che dovremo affrontare se non si cambierà modello di “sviluppo”. Tornando alla nostra disquisizione, quello che ti dico lo dico solo in base a numeri e dati e non in base a vuote speranze. D’altra parte non sono il solo che nutre dubbi sulla reale entità dell’effetto antropico. Se vuoi un mio parere più preciso, penso che attualmente l’ipotesi più probabile è che fino ad oggi il GW antropico abbia aumentato la T globale di circa 0,3 °C, con 0,4-0,5 per l’emisfero nord. Perchè ci preoccupiamo solo di questo e invece non vediamo lo scempio provocato ogni giorno da noi uomini sulla natura e sul futuro dei nostri figli e non facciamo qualcosa? Le autorità parlano tanto di effetto serra, di riduzioni delle emissioni quando adesso si scanneranno per estrarre il petrolio dalla Groenlandia (non un posto qualunque). C’è molta mistificazione in tutto ciò! L’aumento del particolato in quella regione, quello si potrebbe avere conseguenze catastrofiche per lo scioglimento dei ghiacci. Non sarà mica che adesso ci vogliono far credere che tanto lì la situazione è compromessa e quindi ora lassù si può fare quello che si vuole? Semplificare il problema alle emissioni di co2 significa non volerlo risolvere e creare un gigantesco specchietto per le allodole!
p.s. La posta della scommessa è salita ad un completo da sci!
27 Novembre 2008 alle ore 1:02 pm
“Peraltro il mistero del perchè nell’emisfero meridionale il GW è molto meno pregnante o quasi nullo rispetto al nord si chiarisce ben presto se si pensa che la maggior parte della popolazione mondiale e soprattutto delle attività industriali avvengono nell’emisfero nord e che gli alisei ostacolano gli scambi gassosi fra i due emisferi.”
Ottone la CO2 e’ distribuita “quasi” uniformemente sul Globo, sia che essa provenga dalle attivita’ umane che naturale. In fase di AMO+ il NH risulta certamente + anomalo del SH, molto meno se la AMO e’ negativa. Un’altro fatto che incide sul GW medio dei due emisferi e’ la quantita’ di oceano, che nel sud sono molto + estesi e qui oceani hanno anomalie termiche (attualemente e gneralemente) inferiori a quelle delle terre e quindi la media e’ + bassa.
La CO2 sul Blobo, N e S emisfero.
http://jpl.nasa.gov/images/airs/20081009/pia11194-browse.jpg
30 Novembre 2008 alle ore 1:30 pm
No, la CO2 ha forti oscillazioni di concentrazione sia stagionali (minima in estate nel Nord emisfero e viceversa) che zonali.
Certo che ridurre le emergenze ambientali alla sola paura del GW è fuorviante e riduttivo, daccordissimo! Però avere dei comportamenti “virtuosi” nel senso di ridurre il consumo di petrolio e carbone, va bene ad ampio spettro perchè disincentiva tutta una serie di azioni che sono a forte impatto ambientale, che non sto qui ad elencare ma che ben potete immaginare. E per quanto riguarda la scommessa con Sergio, accettata ma attento perchè… Non era per caso previsto un rallentamento forse un blocco della corrente del golfo fino a 2-3 anni fa, mentre ora ci troviamo invece con accentuate anomalie positive…?? E poi, il Tamigi ghiacciato proveniva dall’espansione ad ovest dell’oggi insignificante Orso russo!!
1 Dicembre 2008 alle ore 1:58 pm
Ottone, ma senti pure quello che diciamo ogni tanto!!! L’anticiclone russo non è stato insignificante negli ultimi anni, semplicemente ha fatto poche visite in Europa. Quanto alla corrente del golfo poi, dopo essermi un pò documentato non ho mai ritenuto dovesse arrestarsi, ad opera poi magari di qualche “cubetto” di ghiaccio sciolto in più in zona groenlandese. Ci vuole ben altro. Però i cicli climatici esistono tuttora, proprio perchè gli oceani hanno la memoria lunga, molto più lunga di quella degli esseri umani! Comunque dammi tempo fino al 2040 per la validità della scommessa.
1 Dicembre 2008 alle ore 3:53 pm
…Semplicemente non c’è stato, l’orso. Non sulla Russia europea, dove è sempre stato di casa, quindi ben più robusto ed espanso rispetto alla sola area siberiana. Qui è stato difatti limitato, dallo strapotere delle correnti atlantiche (chi può dire se era troppo debole l’orso o troppo forti tali correnti, è la teoria della relatività) con qualche espansione verso est è vero. Il nocciolo però rimane sempre quello della relativa debolezza di tutti gli anticicloni termici, e questa è una mia personale sensazione, basata peraltro sui dati di fatto. Poi si può discutere sul perchè di questa situazione. Anche il freddo di questi giorni, lungi dall’essere eccezionale, proviene dal nord Atlantico. Il freddo di altri tempi altro non è se non il freddo convogliato da anticicloni continentali termici, non certo da depressioni polari. E fin che la va così, vincerò io la scommessa, mi sa!
2 Dicembre 2008 alle ore 12:47 pm
Staremo a vedere! Comunque condivido la tua impressione sugli anticicloni termici. La prima cosa potrebbe essere un atlantico troppo caldo nell’estremo nord che si va aggiungere a un quadro generale di GW. L’atlantico caldo interferisce continuamente nel punto critico a est della penisola scandinava. Lì se il mare non è ghiacciato è più difficile che prenda l’avvio l’anticiclone termico. Comunque anche incursioni gelide dall’artico in zona sud svalbard pongono le premesse per la formazione di anticicloni termici che possono espandersi in tutta l’area euroatlantica (come nel 56). Se c’è poca “benzina” al polo queste premesse non sono sufficienti.
5 Dicembre 2008 alle ore 10:54 pm
Su questo non posso dire niente, nel senso che non so come rispondere a questa tua riflessione. Ma mi domando perchè le grandi aree di terraferma che partono dai Balcani fino agli Urali, da sempre sede di forti raffreddamenti anche “autoctoni”, in grado di per sè di generare le perfette premesse all’insediamento di anticicloni termici, cosa che in passato era quasi inevitabile, oggi sono apparentemente refrattarie a tali forti raffreddamenti. Ciò dovrebbe avvenire in loco, non serve alcun apporto dal polo che, durante l’inverno meteorologico dovrebbe essere addirittura più “caldo” dell’entroterra russo! I terribili freddi tipici della PEG erano lente invasioni verso ovest di potentissimi (e freddissimi) anticicloni termici che portavano il vino a ghiacciare nelle cantine, i quali venendo respinti nuovamente ad est da eventuali affondi ciclonici atlantici determinarono le famose nevicate anche di metri in pianura padana. Ecco perchè oggi abbiamo solo una vaga idea di cosa sia il freddo, quello vero. Il mio sospetto è che ad impedire tali forti raffreddamenti naturali sia proprio l’incriminata coltre di gas serra, tra cui oltre alla CO2 eccellono metano e lo stesso vapor d’acqua, probabilmente incrementato in termini di umidità assoluta proprio dal GW.
P.S. Questo inverno è partito in maniera più che splendida e la quantità di neve già caduta sulle Alpi a quest’ora dell’anno non si ricorda da decine d’anni! Spero sia l’avvio di un processo che smonti tutte le mie elucubrazioni (la speranza è l’ultima a…)
8 Dicembre 2008 alle ore 1:06 pm
E’ importante quello che accade nelle zone tropicali e quello che succede nell’estremo nord. Hai visto che risalita calda che c’è stata nell’Europa dell’est? Mentre il nord Italia era sommerso dalla neve. E’ legato al discorso del freddo autoctono…beh c’è si il freddo che si genera nei bassi strati ma se ci sono interferenze calde dall’Africa addio freddo autoctono! Viceversa, il freddo artico pure ha la sua importanza, è un pò come una miccia che dà l’avvio all’anticiclone termico. Le emissioni del gfs di ieri per esempio erano molto suggestive: Anticiclone in formazione in sede artica (zona svalbard) discesa gelida su russia europea (fino -35 a 850 hpa). Da lì in poi flusso atlantico progressivamente bloccato sull’ europa e retrogressione fredda del blocco gelido (con nucleo freddo di -25 °C! a 850 hpa) prima su scandinavia e poi sin quasi alle porte dell’Italia. Una configurazione da PEG appena proposta ieri dal modello americano! Unico neo, un’atlantico troppo caldo con anticiclone dianmico caldo sull’iberia impedisce che la retrogressione si porti in modo franco fino al mediterraneo. Non dico che questa configuraz si realizzerà ma ci fà capire quanto sia importante nel periodo invernale il vortice polare e come ogni sua minima perturbazione si possa propagare con effetti a catena a latitudini più basse.
10 Dicembre 2008 alle ore 1:28 pm
Sì, certamente l’Atlantico troppo caldo ha una sua forte influenza sull’attuale configurazione meteo. Ora che il nord Africa, proprio in quanto terraferma, si sta raffreddando maggiormente dell’oceano, lascia aperto il campo a discese anche franche di depressioni verso il cuore del Mediterraneo. Ma tipicamente, l’anticiclone azzorriano in inverno dovrebbe starsene prevalentemente buono sopra l’area da cui gli viene il nome. E’ un gioco di forze dove a farla da padrone sono anticicloni esclusivamente dinamici e non termici: Azzorre in inverno, Africa in estate. Un tempo la mitezza estiva mediterranea derivava dalla presenza di un’espansione dell’anticiclone delle Azzorre a componente termica relativa sopra il mediterraneo (determinato dalla minor temperatura delle acque rispetto alle terre circostanti!) In più oggi c’è un po’ troppa Africa nelle estati del nuovo millennio, non convieni?
10 Dicembre 2008 alle ore 4:23 pm
Però la configurazione azzorriana con anticiclone disteso lungo i paralleli non era affatto rara in passato. Interi “noiosi” inverni sono passati con queste configurazioni anche nella PEG. La differenza maggiore è nelle elevazioni azzorriane più frequenti e come abbiamo detto nella minor presenza dell’anticilone termico russo. Ultimamente poi l’atlantico è bloccato (ma non adesso!) anche perchè è diminuito il differenziale termico tra alte e basse latitudini. Ultimamente i tropici si stanno raffreddando mentre il polo continua a scaldarsi. AMO positiva, basso differenziale termico tra polo e tropici. risultato: prevalenza di scambi meridiani, (ma senza significativi break del VP) e perturbazioni atlantiche che fanno fatica a entrare nel mediterraneo. Il discorso estivo anche è molto influenzato da questi 2 fattori, e come hai giustamente ricordato aumenta la componente termica dell’azzorriano nei periodi con AMO-. Senza azzorre cè per forza l’altro di anticiclone perchè l’italia sta poco sopra la fornace sahariana e basta poco perchè si sviluppi la fatidica e odiata “bolla”!
10 Dicembre 2008 alle ore 11:07 pm
Una maggiore uniformità delle temperature superficiali in senso sia latitudinale che altitudinale era già stato prefigurato nella messa a punto della teoria dell’effetto serra già negli anni ottanta, lo ricordo bene. In pratica si disse che la temperatura sarebbe aumentata molto più alle alte latitudini che all’equatore, dove il riscaldamento sarebbe stato pressochè nullo; e molto più in montagna che in pianura. E’ esattamente ciò che sta avvenendo, quindi per me non c’è davvero nulla di nuovo sotto il sole, tranne che dare oggi atto a tali studiosi della correttezza di codesta analisi. In pratica mi pare che, come entro una grande cappa, le differenze termiche si smussano ed il calore aggiuntivo rimasto “intrappolato” nell’atmosfera alla lunga si distribuisce lungo le tre dimensioni volumetriche… A parte la magnifica invernata che ci sta regalando qui dalle mie parti, fin’ora non ho visto altri segnali che smentiscano in modo convincente la teoria del GW
11 Dicembre 2008 alle ore 2:07 pm
E infatti questo è uno dei pochi elementi che tiene ancora in piedi la teoria dell’AGW. Però la teoria del GW non prevedeva diminuzioni nel SH nè ai tropici e nè un raffreddamento in media troposfera, come sta avvenedo negli ultimi tempi. Nè nel 1980 o 1990 prevedeva che nel 2008 la T globale si sarebbe attestata intorno agli 0,3-0,4 °C al di sopra del perido 1961-1990 visto che anche l’ipotesi più prudente è stata disattesa. Ciò non toglie che il mondo sta attraversando un periodo caldo, ma comunque ancora plausibilmente legato a variazioni naturali. Perchè? 1) Il sole non è stato mai così attivo come da almeno 10000 anni 2) le 2 principali oscillazioni oceaniche che guidano il clima (AMO e PDO sono state entrambe in fase “calda” fino a poco tempo fa. Il sole sul breve termine favorisce l’aumento del gap termico tra poli ed equatuore (e adesso siamo ai minimi già da 3 anni) la AMO nella sua fase “matura” (come in questo momento) favorisce un minor gap tra poli ed equatore attraverso la THC. Con questo non posso escludere che ci sia una componente antropica, ma visto il quadro complessivo, questa per il momento dovrebbe contribuire poco ai pattern osservati.Eppoi c’hai pure da ridire!
con tutte le nevicate anticipate che ti stai godendo mentre qui a Roma il tempo è quasi sempre piovoso e sciroccoso!
12 Dicembre 2008 alle ore 11:22 am
Te ne do atto, Sergio. Ma tieni presente la forte e duratura anomalia termica positiva che sta attraversando la Russia al di qua degli Urali
e tutto l’est europeo da lungo tempo, proprio or ora. E si tratta di distese immense, di grandi superfici che hanno un forte peso percentuale se dobbiamo fare un computo corretto fra zone dove è mediamente più freddo e viceversa. E’ sì, mio e tuo malgrado la strada per l’eliminazione degli effetti del GW è ancora lunga! Anche i ghiacciai, oltre alla banchisa artica, dovrebbero recuperare molta superficie, ma soprattutto molta molta massa (quella di cui meno si parla e che più s’è persa da 100 anni a questa parte). Ciao
12 Dicembre 2008 alle ore 1:22 pm
Un pò meno massa dei ghiacciai è inevitabile, per un pieno recupero (come nell’800) ci vorrebbero secoli! Quello che conta di più intanto è il recupero delle superfici. Certamente il GW non se va in un giorno ne in qualche anno. Se fa un caldo eccezionale in russia (ma attenzione in estese zone della siberia è più freddo del normale, cioè freddissimo) è perchè siamo comunque in periodo di GW, quindi a una zona fredda fa da contraltare una zona caldissima. Cè chi attribuisce questo GW all’effetto serra, io preferisco prudentemente attribuirlo all’inerzia termica degli oceani (di questo possiamo star sicuri) e ad altri fattori ancora non ben compresi.
12 Dicembre 2008 alle ore 6:42 pm
E’ strano questo scetticismo verso l’effetto serra da parte della maggior parte dei meteofili, specialmente italiani! E’ come se non voleste guardare in faccia la realtà che ammetto essere dura, ma che è così e non si può cambiare con le belle speranze. C’è del calore in eccesso in giro per il mondo, e le ragioni sono molteplici. Tra queste, le percentuali di singoli gas che compongono la nostra atmosfera hanno un peso enorme nel bilancio energetico finale, questo è un dato scientifico ormai assodato, non una teoria!! Se come dici tu c’è un’inerzia termica oceanica bene, da dove proviene questo calore in eccesso se non da un riscaldamento globale? Poi lo sai bene anche tu che una volta riscaldata l’acqua, che ci ha messo anche più tempo a riscaldarsi, si raffredda ben più lentamente delle terre emerse… Ed anche il vapor acqueo rende più lenti i cambiamenti termici dell’atmosfera, oltre ad essere il maggior gas serra, checchè si dica della CO2. E di vapore acqueo, ora che la temp. globale è aumentata foss’anche solo di frazioni di grado, ce n’è di più in termini assoluti.
Non voglio ripetermi, ma credo che tentare di screditare le teorie del GW che lo basano prevalentemente (non TOTALMENTE, anch’io sono per le concause) sull’effetto serra, sia impresa ardua e facilmente confutabile anche da dilettanti come il sottoscritto
12 Dicembre 2008 alle ore 7:36 pm
Ottone, lo scetticismo e’ diffuso non solo tra i meteofili ma anche tra migliaia e migliaia di scienziati.
I motivi sono tanti e tra questi il + importante e’ la sensibilita’ climatica a quel tipo di forzante.
Fisicamente non fa una grinza il fatto che la CO2, il CH4 abbiano un effetto riscaldante, ma il problema e’ quanto e dove ?
Dovrebbe riscaldare la parte alta della troposfera tropicale e non sta succedendo, dovrebbe scaldare anche quando la variabilita’ atmosferica tira dalla parte opposta (cicli oceanici) e invece dal 44 al 76 ci sono stati 0,2/4° di diminuzione.
E poi ci sono troppi elementi che remano nella stessa direzione da sospettare che il grosso della salita termica degli ultimi anni sia da attribuire ad altri fattori, ancora non ben accertati:
- forcing solare degli ultimi 100 anni soprattutto e i suoi possibili impatti sulla bassa troposfera e gli oceani con la diminuzione delle nubi basse
- cicli oceanici di cui adesso si rionosce meglio il valore e la forza, vatti a vedere il contributo che misi sul climate step del 1976, il 50% del GW avvenne in 4 anni su gran parte della troposfera.
Considerando i cicli oceanici il trend di aumento degli ultimi 150 anni e’ di 0,03/4° a decennio e quindi e’ su questo valore che possiamo ragionare circa il contributo dei GHG, non certo sui 0,16/20 a decennio degli ultimi 30 anni.
15 Dicembre 2008 alle ore 1:08 pm
“Fisicamente non fa una grinza il fatto che la CO2, il CH4 abbiano un effetto riscaldante, ma il problema e’ quanto e dove ?
Dovrebbe riscaldare la parte alta della troposfera tropicale e non sta succedendo…”
Sergio, in effetti NON è ciò che si era detto e previsto! Si è sempre parlato di aumenti termici sensibili alle alte latitudini, che io sappia non si sono mai citati i tropici come target dell’effetto serra, se non indirettamente semai par l’aumento del livello generale delle acque, che peraltro si sta già drammaticamente verificando! Guarda cosa sta succedendo in molti atolli tropicali, la gente deve scappare per l’acqua che ormai invade le capanne, ho visto drammatici reportages in Inghilterra, dove il GW viene preso molto più sul serio che qui!… A parte i dati che riporti, sempre settoriali ritengo, l’evidenza del continuo ritiro glaciale in stretta concomitanza con l’aumento di gas serra parla di per sè.
Lo so che è dura constatare che anche in un campo dove tutti noi si sperava potesse restare indenne dalla deleteria influenza umana come il tempo e il clima, potessimo alla fine rompere qualche bel coccio. E’ più tranquillizzante credere che ciò che non ci piace faccia parte di un ciclo naturale come tanti. Ma io non concordo a fare lo struzzo e ritenere, malgrado molte evidenze, che la natura fà e aggiusta tutto. Oggi siamo ad un punto tale di ingerenza in essa che l’intera popolazione vegetale ed animale vivente oggi è ampiamente alterata nei suoi equilibri dall’influenza umana. I prodotti chimici di origine artificiale sono arrivati ovunque, perfino nei ghiacci polari. Perchè mai i 12.000 metri di atmosfera dovrebbero restare indenni dalla nostra influenza? Il citato aumento medio termico di 1° C in un secolo è, anzi, davvero il minimo che poteva capitare…
16 Dicembre 2008 alle ore 1:54 am
Se vogliamo ignorare i segnali che ci manda la natura (traducibili in numeri) allora si, possiamo ben immaginare che quel grado (0,7 °C per l’esattezza) è unicamente dovuto al global warming antropico. Temo che se fossi vissuto negli anni 60-70, saresti stato un convinto sostenitore della teoria del global cooling antropico!
17 Dicembre 2008 alle ore 3:10 pm
Gli anni 60-70 li ho vissuti! (sono del ‘61). Ti dico con sincerità che a metà degli anni ‘70 si ipotizzava un ritorno all’era glaciale, per via di una leggera espansione che in tale decennio i ghiacciai stavano mostrando. Un fuoco fatuo o poco più, visto il ritorno al ritiro (scusa la brutta frase) a partire dagli anni ‘80 fino ad oggi. Non s’era mai creduto davvero in un cooling antropico, questa è una leggenda metropolitana che circola spesso e volentieri negli ambienti anti-serristi. E comunque tutta la teoria dell’effetto serra è stata messa a punto successivamente!
17 Dicembre 2008 alle ore 3:15 pm
P.S. Guarda che temperature in Europa ci ritroviamo, dopo tanto spirare di impulsi artici: quasi ovunque sopra media, gelo da nessuna parte (ma è dicembre!), un po’ di freddo solo in Russia dove si sta abbozzando a quanto pare un anticiclone a debole componente termica, se Dio vuole… Non è global warming questo qui? Fortuna che siamo in un periodo di minimo solare, se no ci trovavamo con le margherite!
17 Dicembre 2008 alle ore 4:13 pm
“Guarda che temperature in Europa ci ritroviamo, dopo tanto spirare di impulsi artici: quasi ovunque sopra media, gelo da nessuna parte (ma è dicembre!), un po’ di freddo solo in Russia dove si sta abbozzando a quanto pare un anticiclone a debole componente termica, se Dio vuole… Non è global warming questo qui?”
Ottone, scusa ma queste considerazioni sono veramente di basso valore. Per non dire nullo.
GW e’ qualcosa che puoi applicare alla media degli eventi, non alla distribuzione di questi.
In Siberia siamo a 5-10° sotto le medie, che dovrei dire che e’ Global Cooling ?
Per favore, scindiamo la meteorologia dalla climatologia altrimenti non si fanno passi avanti.
17 Dicembre 2008 alle ore 8:13 pm
Beh, allora ingrandiamo ancora l’area di osservazione includendo l’intero emisfero nord e di sicuro non mi sbaglio dicendo che siamo ancora in GW. Perfino includendo l’emisfero sud non siamo sotto media, se è per quello. Và bene, la mia osservazione riguardo l’Europa era fuori luogo e non si può assurgere a segnale “in sè” di riscaldamento globale. Ma non contraddice comunque nulla di quanto fin’ora argomentato, andiamo…
18 Dicembre 2008 alle ore 1:50 pm
La teoria dell’effetto serra è cosa stravecchia e nasce nell’ottocento. La scommessa rimane valida, punto!
18 Dicembre 2008 alle ore 2:07 pm
Ottone, nessuno ha detto che il GW e’ finito. Non mi sembra di aver mai detto una cosa simile, altrimenti che avrei aperto a fare questo GW mintoring ?
Il GW non finira’ dall’oggi al domani, ma ci vorranno anni, sempre che finisca, le uniche cose che emergono e che ho evidenziato sono le diminuzioni “tendenziali” negli oceani e in media troposfera e una stasi delle temperature globali negli ultimi 5-8 anni.
Se sia o meno un segnale di diminuzione lo potremo sapere solo tra qualche anno.
19 Dicembre 2008 alle ore 12:47 am
Va bene ragazzi OK, per non andare avanti oltre misura mi pare siamo arrivati ad un punto di quiete. Scommessa con Sergio accettata di buon grado, anzi gradi (speriamo siano bassi, così avrò una volta tanto il “piacere” di perdere, anzichè lo scorno! Cosa credete, anch’io ci spero sempre in questo raffreddamento malgrado tutte le proiezioni…!) Ciao