L’importante cambio climatico intorno al 1976
Sab, Ago 30, 2008
Nell’ultimo secolo si possono individuare tre cambi di trend climatico, delle ondulazioni nell’ambito di un trend di fondo di salita secolare. Osservando in modo sommario il grafico delle anomalie termiche globali al suolo degli ultimi 150 anni si evidenziano chiaramente il momento di cambio di trend da negativo a positivo intorno all’inizio del secolo, 1910-12 circa, poi un picco intorno al 1943-45 e poi di nuovo un calo, forte inizialmente e piu’ o meno stabile fino al 1976 circa. Dal 1976 circa la forte onda di salita che stiamo tuttora vivendo, anche se attutita negli ultimi anni.
Questi punti di cambio di trend climatico si collocano più o meno ad intervalli regolari (32-34 anni) e, sorprendentemente, si collocano in stretta vicinanza a minimi solari (a intervalli di 3 cicli solari). Tali minimi infatti si ebbero nel 1912-13, 1943-44 e 1975-76.
Apparentemente il meno evidente risulta il cambio del 1976 ma andandolo ad analizzare piu’ da vicino appare in tutta la sua forza e rapidità, un sorprendente switch atmosferico !
Guardando più da vicino i dati delle anomalie al suolo (fonte NOAA, su medie 1901-2000) si nota meglio il notevole salto nelle anomalie termiche passate in pochi anni da -0,2° (medie dei minimi degli anni precedenti il 76) a +0,3/0,4° nei primissimi anni 80, un salto di circa mezzo grado globale in soli 4-5 anni !! Dopo i primi anni 80 ci furono oscillazioni con massimi crescenti fino agli anni 2000 con un ulteriore salita di circa +0,2°/0,3°. In pratica in pochi anni si è consumato oltre il 60% di tutto il salto del GW di questi ultimi 32 anni.
La stessa cosa avvenne alle quote superiori della troposfera (sempre fonte NOAA, dati di reanalisi), in percentuale analoga del 60-65% a 850hpa (circa 1300-1500mt di altitudine) ma anche fino all’80% alle quote superiori (500 e 300hpa). Ciò si può osservare nei grafici seguenti:
Il cambio climatico risulta quindi evidente e sorprendentemente veloce nei suoi sviluppi.
Che cosa è successo intorno al 1976 ???
Nelle analisi dei dati e indici climatici disponibili è possibile individuare alcuni spunti di notevole importanza:
- l’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), che misura le anomalie di temperatura superficiale del nord Atlantico, invertì il trend proprio intorno a quegli anni mostrando una salita rapidissima proprio tra il 1976 e il 1980. Poi ebbe alcuni rimbalzi freddi ma nell’ambito di un trend di crescita fino agli ultimi massimi nel 2003 e 2005. Quindi il nord Atlantico scaldò velocemente la sua superficie in pochi anni.
- l’indice PDO (Pacific Decadal Oscillation) passò da una fase fredda multidecadale ad una fase calda multidecadale con un switch immediato. La PDO è strettamente legata alla propensione di avere + Nino che Nine (fase +) + Nine che Nino (fase -) e ciò vuol direche in quegli anni si entrò in una fase più calda del Pacifico.
Analizzando più da vicino i due indici oceanici …… (ho messo l’indice MEI che riguarda più strettamente il fenomeno ENSO):
Evidente il forte riscaldamento dei due oceani soprattutto tra il 1976 e il 1980.
Questo potrebbe essere un forte indizio di un così forte e rapido cambio climatico anche se, forse, non ne spiega la rapidità.
Sappiamo che il riscaldamento è continuato fino ai nostri giorni, e ora siamo in giorni di minimo solare …. dopo tre cicli solari dal 1976 !
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30 Agosto 2008 alle ore 9:45 am
Ottimo lavoro Sandro!!!
Mi permetto di far girare questo bell’intervento anche altrove ovviamente citando fonte e autore
Marco
30 Agosto 2008 alle ore 10:18 am
Leggere questi:
http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/2008/05/index.html
post la ‘Forza della Scienza’…
e quest’altro:
http://www.skepticalscience.com/solar-activity-sunspots-global-warming.htm
poi ne riparliamo…
30 Agosto 2008 alle ore 1:03 pm
Applauso con standing ovation!
PS
speriamo che questo minimo solare sia di buon augurio
30 Agosto 2008 alle ore 5:19 pm
La migliore correlazione tra lunghezza del ciclo solare e temperatura globale si ritrova con un certo lag temporale che grosso modo corrisponde alla distanza non tra 2 minimi solari bensì tra i 2 massimi solari. Questo forse a causa di un ritardo temporale nella risposta climatica. In altre parole l’effetto del prolungato minimo attuale si sentirà maggiormente tra qualche altro anno. Un dato mi sembra poi molto interessante: il mese di agosto rischia di essere il primo mese trascorso senza registrare alcuna macchia solare dopo quasi cento anni. Bisogna infatti ritornare al 1913 per ritrovare un valore pari a zero! Per ora il minimo solare sembra aver contribuito poco al raffeddamento climatico, forse un -0,1 °C se è tanto…
30 Agosto 2008 alle ore 7:25 pm
Grazie Aldo e Rameca.
Lorenzo, a parte che conoscevo quegli articoli che hai citato ma non ne capisco il nesso con l’intervento che ho postato.
Tutte le cose citate e i grafici pubblicati sono dati del NOAA, quelli ufficiali del GW e quelli di reanalysis e non mi sono permesso di apporci alcuna post elaborazione.
La citazione sui cicli solari e’ puramente “sorprendente” come dicevo nell’intervento, e non basta, anche nel 1878 ci fu un cambio climatico abastanza netto ed evidente (almeno stando ai dati disponibili) http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f4/Instrumental_Temperature_Record.png e indovina quando ci fu il minimo solare ? … http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_solar_cycles
E’ solo una semplice constatazione.
30 Agosto 2008 alle ore 8:20 pm
complimenti per l’articolo molto bello e speriamo che questo minimo continui e riporti le temperature al livello degli anni settanta……..saluti luca..
31 Agosto 2008 alle ore 12:03 am
Ho letto di recente Journal of Geophysical Research (credo…) un articolo molto interessante al proposito. Gli autori applicavano la teoria delle reti al clima terrestre; essi hanno preso in considerazioni alcuni tra gli indici oceanici più importanti, tra i quali amo ed enso (ed altri 2 che non ricordo) ed hanno constatato che le loro variaizoni quasi cicliche formano delle configurazioni che corrispondono ad una modalità del clima. In pratica ogni volta che gli indici climatici si combinano in modi particolari il clima cambia comportamento. Non ricordo venisse citata l’attività solare, ma vale la pena andare a ripescare quell’articolo per approfondire l’argomento.
31 Agosto 2008 alle ore 6:29 pm
Scusa, ma non basta un Minimo Solare a rappresentare lo spartiacque climatico tra i decenni precedenti all’evento e quelli successivi specie se nei decenni successivi ce ne sono altri di minimi solari ma senza alcun cambiamento climatico e soprattutto se la Correlazione Globale nei decenni tra Sole-Clima viene del tutto a mancare proprio dal 1976 come sottolinea l’articolo da me citato…
Sul peso poi delle forzanti naturali quali AMO e PDO le rioostruzioni tramite modelli non lasciano molto spazio come sottolinea il primo articolo citato…
31 Agosto 2008 alle ore 7:22 pm
Lorenzo, scusa se insisto, la mia e’ una CONSTATAZIONE pura e semplice. Non mi interessa minimamente se avviene o meno un cambio ad ogni minimo solare, CONSTATO semplicemente che cio’ E’ AVVENUTO nel 1878, 1910, 1944 e 1976 ! E cioe’ OGNI 3 cicli solari, e questo e’ un fatto, non una teoria. Questo e’ un Blog di Monitoring del GW, cioe’ i suoi aspetti manifesti, non le teorie ad esso correlate.
Non e’ supportata la teroria solare e non si riesce a spiegare con la forzante solare i cambiamenti degli ultimi decenni ?
A parte che su questo direi che c’e’ parecchio da conoscere, ma a me non interessa minimamente, io CONSTATO la realta’ dei fatti (o quella che ci raccontano i dati puri e semplici con le loro incertezze ed errori).
Stessa cosa su AMO e PDO/ENSO, non mi interessa minimamente confrontarmi con articoli o pubblicazioni scientifiche, io CONSTATO un semplice fatto, cioe’ la salita contemporanea di 2 indici oceanici in modo rapido e forte e cio’ corrisponde ad un riscaldamento degli oceani in questione, di nuovo un fatto puro e semplice. Con cio’ non voglio affermare che questa sia la spiegazione del cambio climatico xche’ non sappiamo neanche’ PERCHE’ e’ avvenuto questo cambio negli indici, constato solo che gli oceani si sono scaldati molto velocemnte, Atlantico settentrionale e Pacifico (mediamente) e con esso proprio alcune zone sensibili, i warm pool.
31 Agosto 2008 alle ore 7:27 pm
Gran bella analisi….
Gli oceani sono forzanti sul clima notevoli vista la loro variabilita’ a bassa frequenza. AMO e PDO hanno una grande incidenza sul clima dell’emisfero Nord….complimenti !
31 Agosto 2008 alle ore 8:03 pm
Ok, ho capito.
31 Agosto 2008 alle ore 10:56 pm
Vedo che la polemica infiamma, non vorrei esservi rientrato, inserisco la citazione di cui parlavo e che mi sembra molto interessante, soprattutto perché cerca di trovare delle modalità in cui il clima si esprime. In qualche modo quindi tende a semplificarlo, esprimendolo come relazione fra nodi in una rete. Sicuramente voi lo capirete meglio di me che sono un geologo. Se interessa, ma non avete la possibilità di accedere alla pubblicazione sarò lieto di mandarvelo.
Tsonis, A. A., K. Swanson, and S. Kravtsov (2007),
A new dynamical mechanism for major climate shifts, Geophys.
Res. Lett., 34, L13705, doi:10.1029/2007GL030288.
forse avevo sbagliato anche la rivista, ma ad ogni modo…
31 Agosto 2008 alle ore 11:27 pm
Complimenti per l’articolo, mi è parso molto interessante.
In effetti la constatazione di questo ciclo di 3 minimi solari ha un che di disarmante nella sua semplicità, ma francamente mi solleva più interrogativi che altro: nel 1976, oltre allo scadere del terzo minimo, abbiamo avuto, leggo, un repentino cambio di AMO e di PDO. Ebbene, è possibile associare a questi indici teleconnettivi un ciclo di questa portata (3 cicli solari o multipli di tre cicli solari)? Ovvero: è possibile rintracciare cambi di indici teleconnettivi anche in corrispondenza degli altri minimi solari da te citati?
Secondariamente, potrebbe essere interessante confrontare altre fasi del pianeta con AMO e PDO entrambe positive con l’attuale… In ogni caso sentitissmi complimenti! Posso citare altrove (naturalmente con riferimento a fonte e autore) le constatazioni qui effettuate?
1 Settembre 2008 alle ore 11:13 am
Rocco, non c’e’ alcuna polemica, almeno qui. Il Blog e’ di monitoraggio dei dati disponibili, le teorie le lasciamo agli scienziati che ne hanno i mezzi e l’esperienza.
Possiamo anche discutere su validita’ e serieta’ dei dati disponibili e anche sul modo di leggerli + o meno personale, ma rimane il fatto che cio’ che vengono espressi qui sono e saranno dati ed emissioni di enti riconosciuti al livello mondiale.
Delle teorie e studi scientifici particolari potremo anche parlare ma senza prese di posizione inutili di fronte a chi e’ piu’ preparato di noi, riportarle cosi’ come sono.
Ho letto vari rapporti sui lavori di Tsonis ma non i lavori nel dettaglio, se hai dei link postali pure a vantaggio di tutti gli appassionati di clima.
Grazie Eldiablo, la tua frase:
“Gli oceani sono forzanti sul clima notevoli vista la loro variabilita’ a bassa frequenza.” la riporto xche’ e’ importante ai fini della comprensione di alcuni aspetti climatici.
1 Settembre 2008 alle ore 12:10 pm
In realtà non posso postare un link, perché i lavori sono pubblicati su riviste per le quali è necessario pagare l’abbonamento. Ma appunto se a qualcuno interessano molto posso inviare una copia in formato elettronico per posta.
Sono d’accordo che noi profani della scienza del Clima, possiamo solo riportare dati e conclusioni di altri e vista l’ampia gamma di conclusioni che si leggono sulle riviste mi stupisco sempre della partigianeria di certe persone, sempre impegnate a difendere idee in maniera per lo meno acritica o superficiale. Ma con questo non dico che non necessitano di attenzione e rispetto, sono sempre idee supportate da parte della comunità scientifica e risultate da studi attendibili e soggetti a peer-review.
1 Settembre 2008 alle ore 7:34 pm
Apprezzo l’imparzialità di Alessandro. E’ chiaro però che su un blog di questo tipo uno si diverte pure a fare speculazioni. Ed eccone qua alcune!: Sulla AMO ci sono varie previsioni di raffreddamento, però su base multidecadale la AMO è iniziata da poco, appena 15 anni. Quindi mi sa che ci toccherà aspettare almeno altri 15 anni per entrare in fase negativa. Aggiungiamo che la PDO nel frattempo potrebbe essere tornata in fase positiva (mi sa che il trend è in discesa dal 2000)…dunque il mio “timore” è che nel prossimo futuro non ci possa essere tutto questo shift climatico. Sarei ben lieto di sapere se qualcuno ha qualche idea o qualche articolo in proposito…anche perchè spero di sbagliarmi! Riguardo ai cicli di 30 anni, questo potrebbe essere il tempo di reazione delle variazioni climatiche via oceano ai forcing interni o esterni. Ovvero gli oceani reagiscono “quasi” per intero al forcing su una spanna che dura circa 30 anni…L’esempio dei minimi solari è interessante. E’ come se il sole fosse un pò un mitigatore del clima, forse perchè le correnti zonali sono in genere più tese e i flussi meridiani scarsi quando l’attività solare è elevata. Quando viene a mancare l’effetto “mitigatore” (continuo la mia speculazione) prevale la tendenza agli shift improvvisi perchè allora potrebbero prevalere meccanismi di amplificazione oceano-atmosfera innescati dai cicli oceanici. In un certo senso il silenzio del sole potrebbe essere pericoloso, in un verso o nell’altro!
2 Settembre 2008 alle ore 11:47 am
Eccellente as usual
Si veda anche http://www.climatemonitor.it/?p=115
Il ciclo (pseudo)trentennale della PDO mi era balzato all’occhio gia` un paio di anni fa…
@Aldo: speriamo che questo minimone NON SIA di buon auspicio
Avrai di che gioire negli anni a venire…
2 Settembre 2008 alle ore 5:01 pm
Non so se è arrivato il mio post. questo era il contenuto in cui ho provato a dare un interpretazione della “constatazione” di Alessandro
Apprezzo l’imparzialità di Alessandro. E’ chiaro però che su un blog di questo tipo uno si diverte pure a fare speculazioni. Ed eccone qua alcune!: Sulla AMO ci sono varie previsioni di raffreddamento, però su base multidecadale la AMO è iniziata da poco, appena 15 anni. Mi sa che ci toccherà aspettare almeno altri 15 anni per entrare in fase negativa. Aggiungiamo che la PDO nel frattempo potrebbe essere tornata in fase positiva (mi sa che il trend è in discesa dal 2000)…dunque il mio “timore” è che nel prossimo futuro non ci possa essere tutto questo shift climatico. Sarei ben lieto di sapere se qualcuno ha qualche idea o qualche articolo in proposito…anche perchè spero di sbagliarmi! Riguardo ai cicli di 30 anni, questo potrebbe essere il tempo di reazione delle variazioni climatiche su scala globale ai vari forcing. Ovvero gli oceani reagiscono “quasi” per intero al forcing su una spanna che dura circa 30 anni…Quanto all’osservazione di Alessandro sui minimi solari… E’ come se il sole fosse un pò un mitigatore del clima, forse perchè le correnti zonali sono in genere più tese e i flussi meridiani scarsi quando l’attività solare è elevata. Quando viene a mancare l’effetto “mitigatore” (continuo la mia speculazione) prevale la tendenza agli shift improvvisi perchè allora potrebbero prevalere meccanismi di amplificazione oceano-atmosfera innescati dai cicli oceanici. In un certo senso il silenzio del sole potrebbe essere pericoloso, in un verso o nell’altro!
7 Settembre 2008 alle ore 10:21 am
AVVISO MOLTO IMPORTANTE
Alcuni post vengono individuati come SPAM, in particolare alcuni partecipanti autorevoli al BLOG.
Questo problema tecnico, rallenta la pubblicazione di alcuni messaggi. Ci scusiamo dell’inconveniente, contiamo di risolverlo in tempi molto brevi.
Grazie per l’attenzione,
cordiali saluti. Andrea Meloni
8 Settembre 2008 alle ore 12:04 am
Rispondendo a Sergio su AMO e PDO spero di dare un contributo ulteriore all’articolo.
La AMO rappresenta un valore (detrendizzato) di anomalia media quindi una sua SALITA o DISCESA rappresenta un forcing di aumento o diminuzione di calore superficiale oceanico. Quindi non devi pensare che solo il passaggio in negativo diventi forcing ma e’ il calo stesso dell’indice. Questo forse e’ in atto anche se gli ultimi massimi sono del 2005. Cio’ lo puoi osservare nel calo AMO dai massimi del 44 o la sua salita dai minimi 76 e non il passaggio a positivo.
Invece la PDO impatta soprattutto nel suo valore positivo o negativo perche’ si porta dietro un chiaro aumento di densita’ di fasi Nino (PDO+) e Nina (PDO-) e sappiamo che questi due fenomeni hanno impatto globale importante. Ovviamente il suo periodo multidecadale in negativo rappresenta un valore medio ENSO negativo e quindi la sua importanza e’ chiara come anche quella della fase positiva.
Il fatto dei 3 cicli solari proprio non lo capisco e potrebbe anche essere una coincidenza degli ultimi 120 anni …. ma alle coincidenze cosi’ frequenti (4) ci credo poco.
10 Settembre 2008 alle ore 10:22 am
Certo bello sarebbe tornare a medie termiche tipo anni 70, anche se preferirei quelle tipo anni 20… Ma a guardare i grafici, sembra che ormai il gap sia eccessivo per poter essere colmato. Anche in presenza dell’attuale minimo solare, al massimo si può fermarsi o scendere di qualche inezia, come sta avvenendo, ma certo non basta ad invertire la tendenza al ritiro glaciale nord emisferico. L’atmosfera è ormai troppo poco trasparente alle radiazioni lunghe I.R., le superfici asfaltate e cementificate continuano a crescere ed espandersi e per questo il trend purtroppo rimarrà al rialzo, temo
15 Settembre 2008 alle ore 6:48 pm
Riguardo alla risposta di Alessandro sul fatto che la AMO non sia di per sè un forcing: le diverse temperature in atlantico dovrebbero far cambiare le configurazioni bariche prevalenti. In qualche modo sono queste che potrebbero agire come forcing. Tant’è che ci sono teorie credibili secondo le quali il ciclo multidecadale della AMO si autosostiene anche grazie alle variazioni bariche nel nord atlantico in seguito alle variazioni della corrente termoalina. Penso, in base alle varie cose che ho letto, che la zona nord atlantica sia un potenziale regolatore del clima globale attraverso le variaz di pressione nel N atlantico. Queste dovrebbero provocare degli shift nella corrente a getto. Si passerebbe cioè da una modalità calda a una fredda di circolazione (o viceversa) attraverso un abbassamento “forzato” del jet stream. Ho trovato a riguardo una correlazione interessante tra livelli di pressione in corrispondenza del 70 N L 00 e temperature globali, che non rispecchia esattamente la NAO. In pratica se immediatamente al largo della norvegia la pressione è maggiore il clima è in media sempre più freddo a livello globale (o viceversa). Spero che questo commento arrivi!!!
ciao
22 Settembre 2008 alle ore 12:52 pm
Sergio, la AMO, secondo me, e’ un forcing. Avevo riportato:
“La AMO rappresenta un valore (detrendizzato) di anomalia media quindi una sua SALITA o DISCESA rappresenta un forcing di aumento o diminuzione di calore superficiale oceanico”.
Le fasi AMO+ sembrano decisive per le fasi calde del NH rispetto al SH e decisive per rafferddamenti del NH in assoluto e anche in rapporto al SH.
Molto interessante cio’ che hai detto rispetto alla pressione in nord-atlantico. Provero’ a fare qualche grafico e correlazione sul Forum.