A A
RSS

Sarà di nuovo Niño ?

Gio, Giu 19, 2008

Global Warming, Oceani, Tutto Mtg Blog

ssta_c-19062008.gif Come abbiamo visto in “El Niño, la Niña e il Global Warming” il fenomeno delle oscillazioni di temperature superficiali nel Pacifico orientale e centrale tropicale può avere un notevole impatto sul clima nel breve e medio periodo, a livello globale, quindi ritengo sia importante cercare di capire che cosa bolle in pentola da quelle parti per avere una idea del “GW che farà” nei prossimi mesi.

Si sta attualmente uscendo da una fase acuta di Niña che ha portato un notevole “rinfresco” delle temperature globali e anche evidenti cambiamenti configurativi, anche sulle nostre zone (i forti anticicloni invernali nel nord europa, la primavera molto piovosa ecc..), e abbiamo visto in altri post che le temperature globali hanno ripreso a salire seppur ancora al di sotto delle medie di anomalia degli ultimi anni.
Le zone ENSO conosciute come Nino 1-2 (la più orientale) e la zona 3 sono attualmente in condizioni di lieve positività delle anomalie superficiali (SSTA) e quindi la fase Nina può ritenersi conclusa anche se rimane in anomalia negativa la zona 4 e la 3-4.

Prima di vedere cosa prevedono i grandi centri per lo studio del clima c’è da dire una cosa riguardo agli andamenti delle anomalie superficiali in quelle zone: durante il periodo estivo è quasi sempre da attendersi un certo aumento delle anomalie superficiali almeno in senso statistico. Nel grafico seguente ho messo gli andamenti dell’indice MEI (Multivariate ENSO Index) per diversi periodi (1950-1999, 1990-99 e 2000-2008) e si nota in modo evidente come i mesi centrali dell’anno siano sempre stati mediamente più “caldi”, in modo evidentissimo nel periodo 1990-1999 che risulta essere il periodo con maggiore “densità” di fasi Niño, ma ben chiari anche negli ultimi anni e sul lungo periodo (1950-1999).

MEI-medie-mensili.JPG

Aggiorno inoltre il quadro del GW degli ultimi mesi in correlazione con l’indice MEI dal quale si possono osservare gli andamenti ben sincronizzati di fasi ENSO (con Indice MEI) e temperature globlali (GW) degli ultimi due anni.

mei-gw-2006-2008-19062008.JPG

E veniamo alle previsioni sull’andamento ENSO.
Seppure l’incertezza è ancora notevole al momento non c’è alcuna previsione certa di Niño invernale. Si è abbastanza sicuri che l’attuale fase di riscaldamento prosegua ancora nei prossimi mesi portando anche la zona 4 in fase lievemente positiva, ma poi le visioni divergono e c’e’ chi vede un nuovo calo delle anomalie dopo i massimi estivi e chi invece vede un proseguimento di una fase lievemente positiva.

Purtroppo la Scienza non è ancora in grado di effettuare delle previsioni di grande affidabilità e ciò che si riesce a esprimere è un ventaglio di possibilità, un range, all’interno delle quali è altamente probabile che si collochino gli andamenti futuri. Insomma avremo una estate Neutra/Calda in quella zona e poi ci riaggiorneremo.

Questi due scenari per la zona 3-4:

nino34SST-19062008.GIF

poama.nino3.small-19062008.gif

Per un quadro generale delle varie previsioni ENSO: http://www.bom.gov.au/climate/ahead/ENSO-summary.shtml

Popularity: 68% [?]

Tags: , ,

8 Commenti per questo articolo

  1. Sergio da Roma Scrive:

    Caro Alessandro,
    Sull’andamento della temperatura globale e il nino ho trovato correlazioni un pò diverse se le temperature sono quelle rilevate dal satellite o dai rilevam a terra. Sembra esserci un ritardo per le temperature satellitari tanto che una migliore correlazione si ottiene con una running mean dell’ultimo anno e non con il dato esatto relativo al mese analizzato. In realtà, questo ritardo sembra essere presente, sebbene in misura minore, anche con i dati a terra ma cè in questo caso un duplice effetto, cioè immediato e ritardato. Forse quello immediato è dovuto alle temperature superficiali oceaniche che riscaldano o raffreddano ampie zone del pacifico e quello ritardato riguarda la propagazione di queste variazioni attraverso la circolazione generale dell’atmosfera e le teleconnessioni. Il satellite risente di più dell’effetto ritardato (l’anomalia di maggio è stata di ben -0.17 cioè pari alla media “teorica” di riferimento 1961-1990) forse perchè è in grado di rilevare “fette” di atmosfera e non solo le temperature al suolo. L’altra osservaz che hai fatto e che riguarda l’indice MEI, credo che potrebbe essere dovuta ai contributi minori o maggiori dei forcing relativi alle configurazioni della circiolaz atmosferica globale (alcuni tipi di configurazione favoriscono un raffreddam/riscaldam al suolo rispetto ad altri soprattutto a causa del diverso effetto che questi hanno in rapporto alla distribuz dei continenti). In pratica nei mesi invernali la T globale è più influenzata dalle dinamiche atmosferiche presenti nell’emisfero nord di quanto non avvenga in estate e infatti la T globale varia mediamente di più in inverno che non in estate. Quindi il contributo del nino e della nina diventerebbe più evidente nei mesi estivi, quando “l’effetto configurativo” è minore.

  2. Alessandro Patrignani Scrive:

    E’ vero, c’e’ un lag temporale che molti stimano in circa 2-4 mesi. Dipende dal fatto che il raffreddamento/riscaldamento oceanico impiega del tempo per propagarsi nella troposfera.
    Se si osserva il grafico che ho messo con GW e MEI si vede il lag temporale sia nei massimi MEI che nei minimi. Massimo MEI in novembre 2006, la t. al suolo ha il picco a gennaio, minimi MEI a partire da novembre 2007, minimi al suolo ancora in corso, il minimo assoluto e’ stato una eccezionale effetto configurativo (Orso siberiano basso) e marzo un evento eccezionale di altro tipo.

    Nei mesi estivi, come hai visto, e’ anche + probabile un aumento delle anomalie ssta in zona Nino.

    Non mi e’ chiara la dinamica di propagazione dell’onda fredda, e’ solo evidente che questa si trasporta molto velocemente nella media troposfera per un immediato calo dell’evaporazione nella zona Nino.

  3. Sergio da Roma Scrive:

    Anche a me non è chiaro come si propaga l’onda fredda…Comunque, riguardo alla possibile evoluzione di un nino non so neppure come possa interferire un eventuale cambio di regime della PDO così come sembra stia accadendo. In teoria dovrebbe essere meno probabile l’evoluzione di un nino forte.

  4. Alessandro Patrignani Scrive:

    Ma infatti se la PDO rimane bassa e’ assai difficile che si propaghi un Nino forte. Ma in realta’ chi guida la danza e’ la zona tropicale, e’ lei che induce le fasi PDO e quindi fasi di Nino + deboli e piu’ forti.
    Nell’ultima fase con PDO negativa abbiamo avuto tre eventi Nino decisi ma non fortissimi nel 58, 66 e 72 e nel 58 la PDO passo’ temporaneamente in positivo.

    http://www.nwfsc.noaa.gov/research/divisions/fed/oeip/ca-pdo.cfm

    http://www.nwfsc.noaa.gov/research/divisions/fed/oeip/cb-mei.cfm

    Vedremo, ma credo che ormai sia partita con evidenza la fase pluridecadale di PDO- e quindi un eventuale Nino non sara’ un gran che.

  5. Sergio da Roma Scrive:

    Attenzione alla eventuale ripresa dell’attività solare però! Si trovano delle curiose quanto evidenti correlazioni con il nino in fase crescente e decrescente del ciclo undecennale. La mia è un pò una visione Copernicana della climatologia! Sono abbastanza convinto che non bisogna osservare solo ciò che avviene all’interno del sistema oceano-atmosfera ma anche al “Deus ex machina”. La cosa interessante è che queste correlaz non coincidono con il minimo o il massimo di attività solare. Una mera coincidenza?

  6. Alessandro Patrignani Scrive:

    Sergio, ho messo un post a riguardo nel Forum:

    http://forum.meteogiornale.it/discussioni-generali-mtg-forum/33846-gw-monitoring-teniamoci-aggiornati-129.html#post1182953

    Netta la sintonia tra fasi solari e MEI. ;-)

  7. Renato Scrive:

    Scusate, da profano leggo questo su vikipedia “Gli eventi dovuti all’ENSO sono sostanzialmente in fase tra l’Oceano Pacifico e quello Indiano; si nota invece un ritardo di dodici-diciotto mesi fra l’ENSO del Pacifico e quello dell’Atlantico.”

    A questo punto intanto è corretto quello che si legge su vikipedia ? ed è assolutamente inutile quando si sente dire che il El nino influenza in modo quasi diretto in termini temporali le vicende meteorologiche dell’europa o invece “dipendiamo” da quello che si è manifestato nel Pacifico 1 anno prima e oltre ?

    Grazie se potete confermare o spiegare con semplici parole

    Renato TV

  8. Alessandro Patrignani Scrive:

    Ciao Renato, quello che riporti da Wikipedia non ho idea a cosa si riferisca. Il ciclo cadlo atlantico dura una trentina di anni, forse si riferiscono a talune configurazioni. Non so’.

    Pero’ ti posso assicurare che le fasi ENSO si risentono da noi anche nell’immediato, vai nella sezione GW Live e guarda i grafici di anomalie di t. in Italia e poi guarda i grafici MEI. Correlazione non perfetta ma le onde si sentono, eccome e subito !! ;-)

2 Trackbacks For This Post

  1. GW Monitoring: teniamoci aggiornati! - Pagina 129 - il meteo forum Says:

    […] GW Monitoring: teniamoci aggiornati! Metto un grafico x rispondere ad un post sul Blog (Sar

  2. Il punto a mezza estate | Global Warming, monitoraggio Clima Says:

    […] dopo il forte calo avutosi in autunno e inverno scorsi. Ora, come abbiamo visto in “Sarà di nuovo Nino?” , siamo in un periodo di relativo riscaldamento nell’area Nino/Nina (ENSO) e […]

Lascia una risposta

Registrati: Feed RSS Articoli / Commenti