Due misteriose onde Oceaniche
Mer, Mag 28, 2008
Del grande Oceano abbiamo parlato, sommariamente in Un grande protagonista: l’Oceano e
El Niño, la Niña e il Global Warming ma l’Oceano nasconde immensi segreti per l’Uomo e c’é ancora tanto da studiare e da capire sull’Oceano, basti pensare che fin’ora si é esplorato solo l’1% dei suoi fondali. Molti segreti li serba anche per ciò che riguarda il Clima terreste.
Il fenomeno del Niño, il grande riscaldamento (o raffreddamento con la Niña) periodico del Pacifico orientale, per quanto studiato e capito in alcuni suoi aspetti rimane comunque un fenomeno quasi del tutto imprevedibile se non nelle sue linee generali e su periodi non molto estesi. Abbiamo anche visto che questo fenomeno ha un impatto importante sul clima mondiale e sicuramente sulle oscillazioni del GW.
In questo intervento volevo introdurre altre due grandi fenomenologie oceaniche, altre due onde periodiche, addirittura di respiro pluridecadale: la PDO (Pacific Decadal Oscillation) e la AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation).
Entrambi sono periodici riscaldamenti e raffreddamenti di porzioni oceaniche, il nord Pacifico il primo e il nord Atlantico il secondo e il loro impatto sul clima é certamente da ritenere molto importante su scala locale, ma certamente, almeno in parte, sul Clima globale, vista l’estensione dei due fenomeni.
Della PDO si conosce certamente la sua vicinanza e netta relazione con le fasi ENSO (El Niño Southern Oscillation) e la sua fase positiva corrisponde a periodi in cui la zona ENSO risulta mediamente ad anomalia positiva (pur nelle sue oscillazioni) come pure le coste nord-americane. Nella figura collegata la distribuzione tipica delle anomalie in fase positiva e negativa. Quindi la variazione del suo Indice nel tempo ci da una netta idea di periodi in cui si hanno indici ENSO (il MEI per esempio) mediamente positivi o mediamente negativi e ciò é importante per il clima mondiale.
Nel grafico sopra riportato si nota la stretta correlazione tra indice PDO e indice MEI (vedi El Niño, la Niña e il Global Warming) e in nero é inserita la media decadale dell’indice MEI che risulta positivo negli anni ‘80 e ‘90 e negativo in precedenza, negli anni 2000 l’indice sembra tornare verso la neutralità o negatività lasciandoci pensare all’inizio di un suo periodo multidecadale negativo.
Ma dall’altra parte dell’America c’e’ un altro grande oceano, l’Atlantico settentrionale, che vive una stessa ciclicità multidecadale di riscaldamenti e raffreddamenti della sua superficie ma su periodi diversi, la AMO. Di questo ciclo si conosce ancora meno, si pensa che le oscillazioni possano derivare dalle variazioni di salinità delle acque ma in realtà non c’é ancora una spiegazione certa. E’ certo invece che almeno negli ultimi 1000 anni l’oceano Atlantico abbia vissuto questa ciclicità per cui sono da escludersi connessioni con le attività umane, é un ciclo naturale come il ciclo ENSO e PDO.
Le sue fasi certamente hanno una influenza sul clima delle due sponde atlantiche ma ovviamente, almeno per la sua quota parte di estensione, gioca un ruolo anche sulle dimensioni delle anomalie di temperatura globali.
L’accostamento della AMO al ciclo PDO dal 1900 ad oggi sembra quello di due sinusoidi sfasate e con periodo leggermente diverso ma é difficile trarre conclusioni con soli 100 anni di andamenti a disposizione. Possiamo solo annotare alcune particolarità del grafico dei due indici posto qui sopra:
- la PDO risulta negativa dalla metà degli anni ‘40 fino alla metà degli anni ‘70, periodo di relativo calo del GW come visto in I numeri del Global Warming , la AMO risulta in calo nello stesso periodo.
- dalla metà degli anni ‘70 entrambi gli indici vanno in crescita, la PDO con un massimo intorno al 1990 e la AMO è ancora in crescita con, forse un lieve accenno al calo. Quindi due zone oceaniche hanno riscaldato la loro superficie proprio a partire dall’inizio dell’ultima ondata di GW. Indipendentemente da ogni teoria sul GW certamente gli oceani hanno influito in modo sostanziale alla crescita delle temperature globali dal 1976 in poi.
Guardando in modo più ravvicinato, gli ultimi 10 anni, si può notare anche una notevole interdipendenza tra le due misteriose onde multidecadali oceaniche: a picchi della PDO corrispondono quasi sempre dei picchi nella AMO dopo qualche mese, quindi il grande fenomeno ENSO, sincronizzato con la PDO, ha probabilmente influenza anche sull’oceano Atlantico settentrionale. Il mistero dell’Oceano si fa ancora più affascinante.
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2 Trackbacks For This Post
Maggio 28th, 2008 at 12:37 am
[…] se tu valutassi gli oceani essere il 64% del Globo. P.S. Ho messo un intervento su AMO e PDO nel Blog Global Warming Monitoraggio Clima, cose gia’ trattate qui molte pagine fa’ ma lascia sembre parecchi […]
Giugno 6th, 2008 at 6:52 pm
[…] l’aumento delle temperature superficiali dell’Oceano Atlantico (fase AMO positiva, vedi http://globalwarming.blog.meteogiornale.it/2008/05/28/due-misteriose-onde-oceaniche/ […]
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